09:46 14 Aprile 2021
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Le indagini stanno facendo luce su dei presunti casi di aperta violazione dei limiti di legge nella distribuzione del lavoro.

La Procura di Ivrea sta indagando sulle ipotesi di reato di caporalato, estorsione e maltrattamenti, ai quali va ad aggiungersi l'aggravante di discriminazione razziale, nei confronti di facchini,  montatori falegnami dipendenti di una società cooperativa che si occupa dell'installazione dei mobili di Mondo Convenienza, il gigante del settore dell'arredamento.

A coordinare l'inchiesta è il sostituto procuratore Alessandro Gallo, con i lavori che hanno avuto inizio in seguito alle denunce di un gruppo di lavoratori della Tsl Service, la cooperativa di Setimo Torinese.

Stando alle accuse, i lavoratori sarebbero stati sottoposti a turni massacranti, dall'alba e fino a tarda sera, senza neppure la possibilità di poter fare una pausa per il pranzo, a volte anche sette giorni su sette.

Le vittime avevano resistito alle vessazioni, per paura di venir privati della loro unica fonte di reddito, di fronte peraltro a minacce di licenziamento da parte dei loro capi per chi provava a ribellarsi o a protestare.

Su Facebook alcuni anni fa era stata addirittura aperta una pagina denominata 'Mondo Sofferenza', nella quale erano state raccolte diverse testimonianze di colleghi da tutto il Paese.

La cooperativa respinge le accuse

Nella sua replica, Tsl Service ha fermamente rispedito al mittente tutte le accuse e in una nota si è detta "stupita oltre che molto amareggiata, per quanto denunciato, ingiustamente, da pochi ex lavoratori che, in contrasto con la cooperativa, sollevano dubbi e gettano ombre sull’operato oltre che sull’affidabilità e correttezza della medesima".

La cooperativa si è poi in particolar modo difesa da qualsivoglia accusa di discriminazione razziale:

"In Tsl Torinese, responsabile, vice responsabile e ben 11 preposti, sono tutti di nazionalità rumena. Deve quindi innanzitutto ritenersi infondata, se non del tutto risibile, l’accusa di discriminazione razziale".

Smentita inoltre l'assenza di ferie e permessi per i lavoratori, con l'azienda che ha rimarcato come tutto il lavoro venga svolto "nel rigoroso rispetto dei limite di legge", così come le accuse riguardanti presunte minacce di licenziamenti o trasferimenti:

"Nessun lavoratore è stato mai minacciato di licenziamenti, trasferimenti o altro e di ciò ne è prova la circostanza che non esistono procedimenti al riguardo.

 

 

 

 

 

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