20:40 12 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
0 02
Seguici su

La Procura contabile dell’Umbria ha citato in giudizio un agente della Polizia penitenziaria che era riuscito a rimanere a casa per 27 giorni grazie a certificati medici falsi. Quest'ultimo dovrà ora ripagare il ministero della Giustizia.

Citato in giudizio un agente della Polizia penitenziaria in servizio in un carcere umbro da parte della Procura contabile dell’Umbria: l'uomo avrebbe in una serie di occasioni, attestato falsamente la propria malattia falsificando i certificati medici e ottenendo 27 giornate lavorative di malattia ingiustificata.

L'agente di Polizia penitenziaria è ora citato "per sentirlo condannare al pagamento di 1.908,88 euro, oltre interessi, rivalutazione e spese di giudizio, in favore del Ministero della giustizia – dipartimento dell’amministrazione penitenziaria".

Secondo l'ammissione fatta dallo stesso uomo, quest'ultimo avrebbe presentato delle fotocopie dei certificati medici originali ai quali avrebbe cambiato soltanto la data ed in alcuni casi i giorni di prognosi.

Nel corso di un lungo interrogatorio l’agente della penitenziaria ha ammesso di aver compiuto l’illecito perché si trovava in una fase di "disagio di carattere psichico" e che si trovava in cura per abuso di sostanze alcooliche.

Sputnik
Ingresso sul posto di lavoro

L'uomo ha infine dichiarato di essere disponibile a risarcire l’amministrazione per il danno erariale cagionato ed ha scagionato il medico di famiglia, ignaro delle iniziative prese dall'agente.

Lo scorso anno, tra i vari controlli, a Reggio Calabria 12 persone sono state indagate nell'ambito dell'operazione "Torno subito" sugli episodi di assenteismo di alcuni dipendenti del comune.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook