18:21 14 Aprile 2021
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La Congregazione per la Dottrina della Fede risponde negativamente sulla possibilità di impartire benedizioni alle coppie formate da individui dello stesso sesso affermando che tale procedura non può essere lecita.

In risposta al dubium posto in alcuni ambiti ecclesiali sulla possibilità di benedire l'unione di coppie omosessuali, la Congregazione per la Dottrina della Fede afferma che la Chiesa non dispone del potere di impartire la benedizione a unioni di persone dello stesso sesso e che ciò non può essere considerato lecito.

"Non è lecito impartire una benedizione a relazioni, o a partenariati anche stabili, che implicano una prassi sessuale fuori dal matrimonio (vale a dire, fuori dell’unione indissolubile di un uomo e una donna aperta di per sé alla trasmissione della vita), come è il caso delle unioni fra persone dello stesso sesso. La presenza in tali relazioni di elementi positivi, che in sé sono pur da apprezzare e valorizzare, non è comunque in grado di coonestarle e renderle quindi legittimamente oggetto di una benedizione ecclesiale, poiché tali elementi si trovano al servizio di una unione non ordinata al disegno del Creatore" si legge nel responsum della Santa Sede.

Fondamentale, nel testo della Congregazione, è la distinzione tra le persone e l’unione. Il responso negativo a benedire l’unione non implica infatti un giudizio sulle singole persone coinvolte, le quali anzi devono essere accolte e trattate con rispetto, ma si concentra sul mantenimento del sacramento come tale.

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Il rifiuto a benedire le coppie omosessuali è infatti rappresentato dal rischio di assimilare erroneamente la benedizione delle unioni tra persone dello stesso sesso al sacramento del matrimonio.

"Le benedizioni sulle persone sono in relazione con i sacramenti, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale, invocata sull’uomo e la donna che si uniscono nel sacramento del Matrimonio [...] la dichiarazione di illiceità delle benedizioni di unioni tra persone dello stesso sesso non è quindi, e non intende essere, un’ingiusta discriminazione, quanto invece richiamare la verità del rito liturgico e di quanto corrisponde profondamente all’essenza dei sacramentali, così come la Chiesa li intende" continua il comunicato della Santa Sede.

La Congregazione tiene a specificare che questa considerazione non riguarda soltanto le coppie omosessuali, ma tutte le unioni che comportano un esercizio della sessualità fuori dal matrimonio. Quest'ultima conclude che la risposta al dubium proposto non esclude che vengano impartite benedizioni a singole persone con inclinazione omosessuale.

Ad ottobre dell'anno scorso il Papa ha parlato della necessità di mettere in atto una legge sulle unioni civili tra persone omosessuali, in modo da tutelarle e permettere loro di stare in famiglia.

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