20:23 11 Aprile 2021
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A innescare la miccia un documento emesso dalla Segretaria di Stato, contestato dal cardinale Raymond Burke, già protagonista di prese di posizione giuridiche ritenute controcorrente.

Il documento, riportato oggi dal Messaggero e datato 12 marzo, vieta a tutti i canonici e ai vescovi di celebrare messe individuali nella basilica di San Pietro e stabilisce che le messe in rito straordinario, ossia quelle che si celebrano rivolte all'altare, difese strenuamente dalle frange più tradizionaliste e ortodosse della Chiesa, siano celebrate nelle Grotte Vaticane.

Un provvedimento che ha scatenato "profonde preoccupazioni, di cui il cardinale Burke si è fatto portavoce.

​Pur riconoscendo le preoccupazioni relative alla basilica di San Pietro, “casa spirituale di tutti i cattolici che, come tale, dovrebbe essere un modello di disciplina liturgica per le Chiese particolari”, il cardinale elenca in una lettera pubblicata sulla propria pagina web le anomalie di “forma del documento”.

Le anomalie del documento in quattro punti

Innanzitutto il documento non è firmato, non ha numero di protocollo, e nonostante sia stato licenziato dalla Segreteria di Stato “non si può ritenere che sia un documento contenente una legislazione valida per la Sacra Liturgia”.

Al secondo punto, il cardinale afferma che la Segreteria di Stato non è competente per la disciplina liturgica della Chiesa e, in particolare, per quella della Basilica di San Pietro. Di conseguenza chiede con quale autorità la Segreteria di Stato abbia emanato direttive contrarie alla disciplina della Chiesa universale. 

“Data l'incompetenza della Segreteria di Stato in materia, i fedeli hanno il diritto di sapere quale autorità competente ha dato il mandato alla Segreteria di Stato di legiferare in materia di Sacra Liturgia, cioè di emanare direttive riguardanti l'offerta della Santa Messa nella Basilica Papale di San Pietro”, scrive Burke al terzo punto.

La quarta anomalia è che il documento in questione non è stato comunicato al cardinale arciprete responsabile della basilica, “né si fa riferimento alla sua responsabilità per la disciplina liturgica nella Basilica affidata alle sue cure”.

Burke: "Documento va revocato immediatamente"

Per quanto riguarda il contenuto, Burke sottolinea che il documento della Segreteria di Stato presuppone che “le messe a San Pietro siano attualmente offerte in un clima carente, in qualche misura, di raccoglimento e di decoro liturgico (‘di raccoglimento e di decoro’). Questa non è certo la mia esperienza”.

Inoltre “impone la concelebrazione ai sacerdoti che desiderano offrire la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, il che è contrario al diritto della Chiesa universale”, come la disposizione riguardante le messe in rito straordinario.

“Per il bene della fede cattolica e per il buon ordine della Sacra Liturgia, il documento in questione dovrebbe essere immediatamente revocato, cioè prima della sua presunta data di efficacia, il prossimo 22 marzo”, è la conclusione di Burke.
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