03:34 11 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
331
Seguici su

L'attività stromboliana prosegue con il 13° parossismo in meno di un mese, caratterizzato da fortissime esplosioni che hanno fatto vibrare i vetri di porte e finestre dei vicini centri abitati, fiumi di lava e pioggia di ceneri e lapilli sui comuni già colpiti da questo fenomeno nei giorni precedenti.

L'Etna ha ripreso questa notte la sua attività stromboliana a poco più di 48 ore dall'ultimo parossismo di venerdì 12 marzo. Le violentissime esplosioni del cratere di Sud Est hanno dato origine ad un trabocco lavico sul versante orientale del vulcano, diretto verso la Valle del Bove. 

L'eruzione è stata accompagnata da una tempesta di neve e forte vento in direzione Sud Est, che ha provocato una ricaduta di lapilli sui centri abitati già colpiti dalla pioggia di sabbia vulcanica dei giorno scorsi. A causa del maltempo il fenomeno eruttivo ha avuto una scarsa visibilità. 

I boati dell'Etna

Più delle altre volte, l'attività stromboliana di questa notte è stata caratterizzata da potenti boati distintamente percepiti dai residenti dei comuni della fascia jonico-etnea, accompagnati da vibrazioni superficiali che hanno fatto tremare vetri di porte e finestre. Il rombo continuo delle esplosioni notturne è stato percepito sino alla Calabria. 

L'eruzione

L'Osservatorio Etneo dell'INVG di Catania ha segnalato, poco prima delle 22.00 di domenica sera, una ripresa dell'attività stromboliana al cratere di Sud-Est, con un incremento del tremore vulcanico su valori alti, con sorgenti localizzate al al CSE ad una profondità di circa 2.5 km s.l.m.

Contestualmente proseguiva l'attività stromboliana alla Voragine, Bocca Nuova e Cratere di Nord-Est.

Le violentissime esplosioni del vulcano hanno raggiunto l'apice verso mezzanotte e mezza, continuando per circa un'ora. Alle 01.08 l'OE dell'INGV ha segnalato un trabocco lavico dall'area Orientale del Cratere di Sud Est verso la valle del Bove. 

L'attività di fontane di lava dal cratere di Sud Est si è conclusa alle 03:43, con una persistente moderata attività stromboliana e la colata lavica lungo il versante occidentale della Valle del Bove continua ad essere alimentata.

"Dal punto di vista sismico l'ampiezza del tremore vulcanico si è ridotta riportandosi su valori medi. La sorgente del tremore risulta in prossimità del cratere di SE ad una profondità di 2500 m s.l.m. L'attività infrasonica si è riportata sui livelli precedenti l'attività. L'analisi dei dati clinometrici per l'evento parossistico ha mostrato variazioni in diverse stazioni, con valori massimi cumulati (inferiori a 3 microradianti) registrati alla stazione di Cratere del Piano (ECP). I dati della rete GNSS nelle ultime ore non hanno mostrato variazioni significative", si legge in un comunicato dell'INVG.
L'intensa attività dell'Etna

Il vulcano siciliano, il più attivo d'Europa, ha intensificato la propria attività parossistica a partire dallo scorso 16 febbraio, con un episodio eruttivo dal cratere di Sud Est. Da allora, con cadenza costante, le eruzioni dell'Etna si susseguono, caratterizzate da fontane e fiumi di lava. Le esplosioni hanno spesso generato una colonna di ceneri e lapilli poi riversata a causa del vento, sui comuni della fascia jonico-etnea con non pochi disagi per la popolazione locale. 

Quello di stanotte è il tredicesimo parossismo in meno di un mese. 

Tags:
eruzione, Etna, Sicilia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook