15:55 10 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
2810
Seguici su

Il Comitato Priorità alla Scuola si è riunito a Montecitorio per protestare contro le nuove chiusure previste da domani ed il ritorno degli studenti in didattica a distanza. Alla manifestazione circa 150 le persone presenti.

Quasi 7 milioni di studenti italiani saranno da domani in didattica a distanza a causa delle nuove chiusure previste dalle restrizioni contro il Covid. Il Comitato di Priorità alla Scuola ha organizzato una manifestazione di protesta scendendo a Montecitorio contro il ritorno dei ragazzi in dad.

"Domani ricomincia il lockdown (adesso lo chiamano “zona rossa”) per le e i minorenni in quasi tutta Italia.

Nelle piccole sacche che ancora sfuggono, si resta preoccupati in attesa, la condanna è attesa nel corso della settimana" denuncia il Comitato in un lungo post Facebook sulla pagina ufficiale.

"Insieme alle scuole chiudono i parchi, chiudono le piazze. La società, come si sa, è una costruzione: già traballava per molte ragioni, ora la sua definitiva demolizione è a un punto che temiamo irreversibile. [...] Assistiamo indignati al gesto ipocrita di chiudere l’unico luogo dove sono effettive le azioni di screening, tracciamento, quarantena. Qualsiasi dato avremo a disposizione, un’autorità superiore ce lo ritorcerà contro, per una precisa scelta politica" afferma il Comitato.

Manifestazione del comitato Priorità alla Scuola a Torino
© Foto
Manifestazione del comitato "Priorità alla Scuola" a Torino

Chiusure ingiustificate dal basso numero di contagi nelle classi

Il Comitato porta in esempio i diversi casi presenti in numerose regioni: dalla Campania dove sono in dad da marzo 2020 con l’eccezione di tre settimane in presenza, all'Umbria dove gli studenti delle superiori più fortunati hanno fatto 19 giorni di scuola in presenza in quattro rate. 

"In Emilia-Romagna chiudono i nidi e le materne con una percentuale di contagi pari all’1,1%. In Lombardia i nidi vengono chiusi nonostante i contagi a febbraio siano stati lo 0,38%, 29 su un campione di 7708 bambini. A Prato, su 41 sezioni dei nidi, c’è mezza “bolla” in quarantena; tra infanzia e primaria ci sono 16 classi in quarantena su 509 classi totali. Ad Arezzo, secondo i dati diffusi dal provveditore agli studi, la percentuale di contagiati nelle scuole è pari allo 0,3%" afferma il Comitato.

Lezione di disobbedienza il 26 marzo

Il Comitato ha precisato all'interno del proprio post che da lunedì c’è una vasta zona rossa da forzare con presidi, lezioni all’aperto, proteste di ogni genere di fronte all’accanimento nei confronti della scuola, fino ad arrivare alla manifestazione del 26 marzo.

"Fino alla manifestazione del 26 marzo: che sia un segnale di disobbedienza, di rifiuto, di astensione, uno sciopero sindacale e sociale di tutte e tutti – bambini, bambine, ragazze, ragazzi, genitori, insegnanti, tutti e tutte coloro che pensano che tutto va, non va. Vogliamo ciò che ci spetta, lo vogliamo perché è nostro, ci aspetta" ha sottolineato il Comitato.

Manifestanti a Roma
© Foto
Manifestanti a Roma

Caso degli studenti di Napoli: sentenza a 10 giorni di sospensione commutati in obbligo di frequenza

Il Comitato ha concluso il post parlando del caso del liceo Vico di Napoli dove gli studenti Luca, Beatrice e Gabriele si sono trovati sotto giudizio di fronte al Consiglio d’istituto per aver partecipato all’occupazione della loro scuola il 27 gennaio 2021.

"Con raccomandata datata 10 marzo, hanno ricevuto la sentenza: 10 giorni di sospensione, commutati in obbligo di frequenza abbinati a un’attività utile all’interno della scuola. Alla pena esemplare non manca il sarcasmo: sarà eseguita quando la scuola ricomincerà in presenza; e, come si sa, al momento in presenza si fanno solo le prove Invalsi" conclude il post.

Negli scorsi giorni il Tar della Calabria ha accolto il ricorso dei genitori e riapre le scuole di ogni ordine e grado che dal 10 marzo riprenderanno la normale attività.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook