00:32 12 Aprile 2021
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Il 13 marzo del 2013 Jorge Mario Bergoglio venne eletto Papa con il nome di Francesco. Ecco cosa è successo in questi otto anni di pontificato.

Sono passati otto anni da quella sera piovosa del 13 marzo 2013, quando dal balcone della basilica di San Pietro si affacciò il primo Papa gesuita e sudamericano. “Ve lo siete andati a prendere quasi alla fine del mondo”, furono le prime parole pronunciate dall’ex arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, da pontefice.

I giornalisti e gli operatori con le telecamere in spalla si affannavano a correre verso il colonnato da via della Conciliazione, facendosi largo tra la folla in festa, per sentire quel nome, che non era seguito da nessun numero romano e che per la prima volta nella storia un papa aveva deciso di dedicare al poverello di Assisi, Francesco.

Un segno, forse, che il pontificato di Bergoglio sarebbe stato tutto proiettato verso le “periferie”. Tracciare il bilancio di questi otto anni è impegnativo, con 33 viaggi apostolici, l’ultimo tra i cristiani perseguitati dell’Iraq, tre encicliche, cinque sinodi, cinque esortazioni apostoliche.

E poi i gesti che resteranno nell’immaginario collettivo per sempre, come la processione in una Roma deserta per rendere omaggio al Crocifisso miracoloso della chiesa di San Marcello al Corso durante il primo lockdown, e il Santissimo Sacramento esposto in una piazza San Pietro vuota, con il silenzio della preghiera rotto soltanto dal suono delle sirene delle ambulanze e delle auto della polizia.

Le encicliche sull'evangelizzazione e la famiglia

Da subito, Francesco, si fa conoscere come un pontefice fuori dagli schemi, con la scelta di lasciare le stanze del Palazzo Apostolico per la Casa Santa Marta, dove ogni mattina celebra la Messa. Il giorno dopo l’elezione sceglie di inginocchiarsi di fronte all’icona di Maria Salus populi romani. Lo farà più volte in questi otto anni di pontificato, in particolare prima e dopo ogni viaggio apostolico. La prima esortazione apostolica, la Evangelii gaudium, sintetizza il nuovo pontificato di Francesco, con al centro l’evangelizzazione e la riforma delle istituzioni ecclesiastiche.

Nel 2014 affronterà invece il tema della famiglia, con l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, che sollevò non poche polemiche da parte degli ambienti più conservatori. Il 2014 è anche l’anno della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

L'impegno per il creato

Altro tema caro al Papa è quello della salvaguardia del creato, a cui Francesco dedica la seconda enciclica, Laudato Sii. È la prima scritta da Bergoglio, visto che la prima enciclica del suo pontificato, la Lumen fidei, era stata condivisa con Benedetto XVI prima della sua rinuncia al soglio di Pietro. Al centro “l’ecologia integrale”, l’attenzione ai poveri e la cura del creato.

L'incontro con il patriarca Kirill

Nel 2016 il Papa indice il Giubileo della Misericordia e incontra il patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, in uno storico faccia a faccia in cui viene firmata una dichiarazione comune per  fronteggiare le sfide contemporanee, dalla persecuzione dei cristiani alla tutela della famiglia e della vita dal concepimento alla morte naturale. Nel frattempo scoppia lo scandalo Vatileaks2, mentre è in corso la riforma della Curia.

Propaganda sciita attorno alla città cristiana di Bardella
© Foto : Gian Micalessin

Il 2017 prosegue nel segno della “diplomazia della pace”, come ricorda Vatican News, con la firma del “Trattato sulla proibizione delle armi nucleari”. Nello stesso anno il Papa istituisce la prima “Giornata dei poveri”. Nel 2018 si apre il Sinodo sui giovani, e la Santa Sede firma l’accordo per la nomina dei vescovi con la Repubblica Popolare Cinese per “raggiungere l’unità della comunità cattolica”.

La lotta agli abusi

Il pontificato di Francesco va avanti anche con la lotta agli abusi, con l’atto penitenziale pronunciato dal pontefice in Irlanda e l’incontro sulla protezione dei minori del 2019 in Vaticano. Tra le azioni concrete in questo senso, c’è l’abolizione, nel dicembre dello stesso anno, del “segreto pontificio per i casi di abusi sessuali” e la modifica in senso restrittivo delle norme sul delitto di pedopornografia.

Nel 2019 un’altra visita storica, quella con il grande Imam di Al-Azhar, ad Abu Dhabi, con il quale Francesco firma il documento sulla “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”.

La pandemia

Poi arriva il 2020, l’anno della pandemia, nel quale il Papa fa sentire la sua vicinanza con la preghiera, gli Angelus e le messe trasmesse in diretta tv, oltre che con gesti evocativi come la Statio Orbis davanti alla basilica vaticana in pieno lockdown. Il 2020 è anche l’anno della quinta esortazione apostolica, scaturita dal Sinodo del 2019 sull’Amazzonia, Querida Amazonia, e dell’enciclica Fratelli Tutti, firmata per la prima volta nella storia non in Vaticano ma sulla tomba di san Francesco ad Assisi.

I viaggi apostolici

Nel frattempo il Papa compie una serie di viaggi apostolici, dal primo a Lampedusa, terra di approdo per centinaia di migliaia di migranti africani, all’ultimo in ordine di tempo, in Iraq, dove i tagliagole del Califfato islamico hanno tentato di cancellare la presenza cristiana, distruggendo chiese e lasciando a terra centinaia di vite umane.

Gli auguri della Cei
“La ringraziamo per averci insegnato, con gesti concreti, che lo scorrere dei giorni ha senso pieno quando è vissuto per gli altri” e per il “dono della Sua presenza, affettuosa e paterna, nella vita della nostra Chiesa”, è l’augurio dei vescovi italiani al Papa nell’ottavo anniversario del suo pontificato.

“Questo periodo della storia, segnato dalla pandemia e dai suoi effetti, ci ha tolto la bellezza dello stare insieme, ma ci ha ancora più radicati nella convinzione che nessun uomo si salva da solo. – scrive la Cei - Con le nostre comunità, La ringraziamo per averci fatto capire che ‘abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno’”.

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