01:56 17 Aprile 2021
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Vietati tutti gli spostamenti salvo quelli per motivi di lavoro, salute o necessità. Chiuse le scuole di ogni ordine e grado, ristoranti e parrucchieri. Ecco quali sono le regole da rispettare.

Le nuove restrizioni “sono necessarie per evitare un peggioramento che renderebbe inevitabili provvedimenti ancora più stringenti”. Lo ha detto oggi il premier Mario Draghi mentre undici regioni italiane si preparano ad entrare in zona rossa a partire da lunedì: la Lombardia, per decisione autonoma delle autorità regionali, e poi Lazio, Piemonte, Puglia, Veneto, Marche, Campania (già rossa), Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise (già rossa) e la Provincia autonoma di Trento. Il resto d’Italia, tranne la Sardegna, che resterà zona bianca, sarà colorato di arancione. E' ancora in corso una verifica sulla Basilicata. Lo rivelano le fonti del Ministero della Salute.

Le regole della zona rossa

Ma quali saranno le regole da osservare nelle regioni rosse? Innanzitutto, le nuove restrizioni somiglieranno di più al lockdown dello scorso anno piuttosto che alle chiusure del Natale del 2020.

Non sarà consentito, infatti, raggiungere le case di parenti e amici, neppure una sola volta al giorno. Una deroga verrà consentita, come si legge su Repubblica, soltanto per i giorni di Pasqua, 3, 4 e 5 aprile, quando si potrà far visita ai propri cari, con il limite di uno spostamento al giorno in massimo due persone maggiori di 14 anni.

Spostamenti

In pratica si potrà uscire di casa, muniti di autocertificazione, che potrà essere anche fornita dalle forze dell’ordine in caso di controlli, soltanto per fare la spesa, fare attività fisica o una passeggiata attorno a casa, portare a spasso il cane, andare in edicola e partecipare alla Messa nella chiesa più vicina alla propria abitazione.

Tutti gli spostamenti che non rientrano in queste categorie devono essere effettuati per lavoro, necessità o salute. Ci si può sempre spostare per assistere persone anziane non autosufficienti, figli minori, per attività di volontariato o assistenza agli animali.

Se ci si sposta in auto per motivi di necessità con persone non conviventi sarà obbligatorio indossare la mascherina. Si può fare rientro nella seconda casa, una famiglia alla volta, anche fuori regione, se ci si è trasferiti in loco, oppure si può raggiungerla per motivi di necessità.

Scuole

Nelle regioni e nei comuni in zona rossa resteranno chiuse le scuole di ogni ordine e grado, dagli asili nido ai licei. Gli unici che potranno continuare a fare lezione in presenza saranno gli alunni con disabilità.

Le università potranno valutare di mantenere in presenza alcune attività formative ritenute indispensabili, mentre le sedute di laurea egli esami che si svolgeranno in modalità telematica dovranno essere comunque pubbliche.

Bar e ristoranti

Bar e ristoranti resteranno chiusi, mentre l’asporto sarà consentito per tutti dalle 5 alle 18, e soltanto ai ristoranti e alle attività con cucina dalle 18 alle 22. Sempre possibili, invece, le consegne a domicilio. Negli alberghi e agriturismi la ristorazione è consentita soltanto per i clienti che pernottano all’interno della struttura.

Negozi

Restano aperte soltanto le attività che vendono beni di prima necessità, anche all’interno dei centri commerciali, come alimentari, farmacie, negozi di elettronica, ferramenta, edicole, tabaccai, profumerie, negozi di giocattoli e vivai. Nei negozi di alimentari e nei supermercati potrà accedere soltanto una persona per nucleo familiare. 

Palestre e attività fisica

L’attività fisica resta consentita purché sia individuale, come la corsa o una pedalata in bicicletta, e svolta nei pressi della propria abitazione, con i parchi e le aree verdi che dovrebbero restare aperte.

Rimane il divieto di aperture per palestre e piscine, e quello di svolgere sport di contatto, come il calcio e le arti marziali, a meno che non si tratti di competizioni agonistiche riconosciute a libello nazionale. Le regole valgono anche per le attività all’aperto nei circoli sportivi. Nei divieti, infine, rientra anche la caccia, salvo deroghe adottate dalle regioni per consentire le attività di pubblica utilità, come i censimenti della fauna selvatica.

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