18:23 14 Aprile 2021
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Indagati per la morte di Stefano Paternò l'amministratore delegato di AstraZeneca Italia, il medico e l'infermiere della Marina Militare che gli hanno somministrato la dose nella base di Augusta e il medico del 118 che aveva provato a rianimarlo.

Quattro indagati (dai dieci inizialmente presi in esame) per la morte di Stefano Paternò, il sottoufficiale della Marina morto che aveva ricevuto il vaccino AstraZeneca con una dose del lotto ABV2856 poi ritirato. 

Sono l'amministratore delegato di Astra Zeneca Italia, Lorenzo Wittum, il medico e l'infermiere della Marina Militare che hanno somministrato la dose a Paternò nella base di Augusta e il medico del 118 che aveva provato a rianimarlo.

L'ipotesi di reato è l'omicidio colposo. 

Dalla procura sottolineano che "l'iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto a garanzia delle parti" per consentire la nomina dei consulenti in vista dell'autopsia che si terrà all'ospedale Cannizzaro Catania. 

"Dall'esame autoptico ci aspettiamo molte risposte sulla causa del decesso", ha detto la procuratrice Sabrina Gambino, citata dalla Repubblica.

Intanto il pm di Siracusa, Gaetano Bono, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos ha affermato che ad ora non c'è nessun nesso tra la morte di Paternò e il vaccino.

"Fino a questo momento non è emersa alcuna correlazione tra la morte del sottufficiale Paternò e la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Noi stiamo facendo tutti gli accertamenti. Senza guardare in faccia nessuno. L’analisi delle ipotesi prende in considerazione tutti i soggetti che potrebbero essere coinvolti nella vicenda, senza escludere nessun livello di responsabilità. Dalla fabbricazione al trasporto, alla consegna fino alla somministrazione del vaccino", ha detto all'Adnkronos.

Ha parlato anche l'avvocato Dario Seminara, che assiste la famiglia Paternò con i colleghi Lisa Gagliano e Attilio Indelicato, che si auspica anche che in ogni caso la vicenda non venga pretestuosamente usata in chiave No Vax

"L'autopsia sarà il primo momento importante nel percorso di chiarezza su quanto accaduto. Al momento possiamo solo dire che siamo di fronte a un nesso temporale tra la somministrazione del vaccino e la morte. Paternò stava bene, aveva ricevuto la dose ed è tornato a casa, poi è intervenuta la febbre, infine la morte. Speriamo davvero di potere fare presto chiarezza. E, nel frattempo, è importante che non si facciano facili allarmismi, questa vicenda drammatica non può essere sfruttata in chiave no vax", ha dichiarato, citato dalla Repubblica.

AstraZeneca intanto ha dichiarato di essere sicura della sicurezza del suo vaccino.

Ieri si è saputo delle morti di Paternò e del poliziotto dell’Anticrimine di Catania, Davide Villa. In corso sono indagini.

Nel terzo caso del decesso del maresciallo dei carabinieri 54enne, Giuseppe Maniscalco, morto lo scorso 20 febbraio per infarto oltre 48 ore dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca del lotto ABV2856, l'autopsia ordinata dalla Procura di Trapani non ha trovato un nesso tra il preparato anti-Covid e la morte del militare. 

Sempre ieri Aifa ha vietato l'utilizzo di dosi del vaccino AstraZeneca appartenenti al lotto ABV2856

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