19:51 22 Aprile 2021
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Nel 2020 sono stati spesi in media 1900 euro per ogni migrante irregolare rimpatriato. Ma se mantenere un richiedente asilo in Italia costa attorno ai 13mila euro, c'è chi pensa che convenga investire sugli accordi con i Paesi d'origine per facilitare il rientro a casa di chi non ha diritto a rimanere nel nostro Paese.

Quanto ci costa rimpatriare gli stranieri arrivati illegalmente in Italia che non hanno diritto a restare nel nostro Paese? Secondo una ricerca del quotidiano Libero, l’anno passato il nostro Paese ha speso in media 1.900 euro per organizzare il viaggio di ciascun migrante irregolare nel proprio Paese d’origine.

Una cifra che è cresciuta rispetto allo scorso anno, quando il costo era di circa 1.398 euro, a causa dei disagi legati all’epidemia di Covid, che hanno prodotto anche una riduzione sostanziale del numero dei rimpatri: 600 quelli effettuati nel 2020 a fronte dei 3585 del 2019.

Il centro di accoglienza di Lampedusa
© Foto : Coisp
Il centro di accoglienza di Lampedusa

Per fare un parallelo, la Germania nel 2017 ne rimpatriò 100mila, grazie agli accordi con i Paesi d’origine.

L’Italia, al momento, ha in piedi soltanto un accordo con la Tunisia per le espulsioni. Trovare nuove intese con gli Stati di partenza è fondamentale per poter portare a termine il maggior numero possibile di rimpatri. Il governo italiano lo sa, ma almeno con il Conte Bis, le trattative sembrano essere rimaste al palo.

L’esecutivo precedente aveva elaborato una lista di 13 Paesi considerati sicuri, con i quali lavorare per raggiungere accordi per i rimpatri. Per invogliare le nazioni di partenza, con il secondo decreto sicurezza voluto dall’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, era stato istituito anche un fondo da destinare proprio alle trattative con questi Paesi.

La vita dei migranti nella città di Catania
© Sputnik . Clara Statello
La vita dei migranti nella città di Catania

All’interno era confluita anche parte dei soldi risparmiati con il taglio delle spese per l’accoglienza. Soldi che sarebbero serviti anche a finanziare accordi ed operazioni per riportare gli irregolari a casa. Lo stanziamento iniziale era di 2 milioni di euro. L’obiettivo, quello di portare il fondo a 50 milioni. Ma con il cambio di esecutivo il progetto si è arenato.

Eppure investire quei soldi per organizzare i rimpatri di chi non ha le carte in regola per restare nel nostro Paese ci converrebbe, visto che mantenere uno straniero irregolare in Italia costa oggi circa 13mila euro alle casse dello Stato.

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