20:06 22 Aprile 2021
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È quanto emerge dal racconto dei sopravvissuti all'agguato al convoglio del Pam dello scorso 22 febbraio, sentiti dai carabinieri del Ros a Kinshasa. Attanasio e Iacovacci sarebbero rimasti uccisi nello scontro a fuoco tra i miliziani e i ranger intervenuti per proteggerli, mentre il carabiniere tentava di mettere in salvo il diplomatico.

Sono morti insieme, l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci. Colpiti dai miliziani mentre il militare cercava di fare da scudo al diplomatico per portarlo in salvo, fuori dallo scontro a fuoco tra gli assalitori e i ranger del parco Virunga, intervenuti per proteggerli.

Non un’esecuzione, quindi, ma una morte accidentale durante “l’intenso conflitto a fuoco” ingaggiato dal gruppo armato che aveva deciso di sequestrarli assaltando il convoglio del Pam, lo scorso 22 febbraio, sulla RN2, che attraversa il parco nazionale. Sono i particolari che emergono dal racconto dei testimoni sentiti dai Ros durante una missione durata cinque giorni nella Repubblica Democratica del Congo.

I carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, delegati dal procuratore di Roma, Michele Prestipino e dai pm Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti, titolari dell’inchiesta, hanno sentito diverse persone presenti sul luogo dell’agguato.

Tra i sopravvissuti sentiti dai Ros, come riferisce l’Adnkronos, ci sono anche il vice direttore del World Food Program nel Paese, Rocco Leone, interrogato a Kinshasa, e la moglie dell'ambasciatore ucciso, Zakia Seddiki.

Sempre secondo l’Adnkronos la procura capitolina sta indagando per “omicidio colposo” e “tentato sequestro con finalità di terrorismo”. Ma gli investigatori vogliono vederci chiaro anche sui protocolli di sicurezza adottati per lo spostamento dell’ambasciatore dall’Onu e dal Pam e su eventuali falle o anomalie.

Arrivate a Ciampino le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci
© REUTERS / Ministero degli Esteri
Arrivate a Ciampino le salme dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci

Su questo ultimo punto sarebbe stato sentito dai militari anche il personale impiegato nell’ambasciata italiana a Kinshasa. A sollevare dubbi sulla organizzazione della missione, nei giorni successivi all'assalto, era stata proprio la moglie di Attanasio, che aveva accusato il Pam di "non aver organizzato la protezione in modo opportuno".

"Non hanno fatto quello che va fatto per una zona a rischio. - aveva detto Zakia Seddiki - Sicuramente dentro il Pam qualcuno sapeva che la scorta non era efficace”.

L’obiettivo è capire chi sia stato a sparare e ad organizzare l’assalto. E ancora, quale sia il motivo dietro al tentativo di rapimento, visto che tra le decine di milizie armate che operano nell’area ci sono anche gruppi di ispirazione islamista o legati allo Stato Islamico.

Ulteriori dettagli sull’agguato in cui hanno perso la vita i nostri due connazionali potrebbero emergere da una nuova missione dei Ros a Goma, la terza, che dovrebbe concentrarsi sugli accertamenti balistici, mentre i pm romani hanno già inoltrato alle autorità del Congo una rogatoria per acquisire gli atti delle indagini svolte fino ad oggi dalla polizia del Paese africano.

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