19:34 22 Aprile 2021
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La prima Corte d'Appello di Roma ha condannato a 10 anni l'ex NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), Massimo Carminati nel processo di appello bis chiamato ‘Mondo di mezzo’ e a 12 anni e 10 mesi Salvatore Buzzi, il boss delle cooperative romane.

Quello che prima era il processo a ‘Mafia Capitale’, dopo che la Cassazione ha fatto cadere l’accusa di associazione mafiosa e chiesto il ricalcolo della pena, viene ora più comunemente indicato dalla stampa come il processo ‘Mondo di Mezzo’.

Alla lettura della sentenza, che ha coinvolto una ventina di imputati, era presente la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha così commentato:

“Mafia Capitale è stato uno dei capitoli più bui della storia della nostra capitale: sono stati calpestati i diritti dei cittadini e questo è stato riconosciuto. Io credo sia fondamentale il lavoro di ricostruzione che stiamo facendo. Un lavoro che parte dalla ricostruzione delle macerie, fatto di bilanci puliti e regolari, appalti legali e trasparenza. I cittadini romani meritano questo. E io lo so, sono scomoda perché porto avanti questo percorso. Però non si può assolutamente tornare indietro. Dobbiamo garantire a Roma queste condizioni di legalità, trasparenza e regolarità. Veramente i romani lo meritano”.

Virginia Raggi, sindaco di Roma Capitale
Virginia Raggi, sindaco di Roma Capitale

Oltre ai 10 anni a Carminati e i 12 anni e 10 mesi a Buzzi, tredici imputati hanno ottenuto di concordare la pena. Tra loro:

  • l'ex consigliere regionale Luca Gramazio per una pena definitiva a 5 anni e 6 mesi;
  • per Franco Panzironi 3 anni e 6 mesi;
  • per Riccardo Brugia 6 anni;
  • per Fabrizio Franco Testa 5 anni e 6 mesi;
  • per Matteo Calvio 5 anni e 7 mesi;
  • per Paolo Di Ninno 3 anni 8 mesi e 10 giorni;
  • per Alessandra Garrone (moglie di Buzzi) 2 anni 9 mesi e 10 giorni;
  • per Claudio Caldarelli 4 anni e 5 mesi.

Per il procuratore capo Giuseppe Pignatone quella di Carminati e del suo braccio destro Buzzi era una vera e propria associazione che agisce con ''metodo mafioso'', usando ''la violenza come metodo di intimidazione, per creare assoggettamento e omertà, come previsto dal 416 bis'' e nel primo processo di appello, nel settembre del 2018, Massimo Carminati era stato condannato a 14 anni e mezzo e a Salvatore Buzzi erano stati inflitti 18 anni e 4 mesi. Ad entrambi nel primo appello era stata riconosciuta l'aggravante di mafia. In Cassazione tuttavia l'aspetto mafioso dei traffici dell'organizzazione non è stato riconosciuto. Di qui il processo d'appello bis con il ricalcolo della pena.

Per giustificare gli ‘stipendi’ che Buzzi elargiva ai collaboratori, che andavano dai 1.500 ai diecimila euro al mese, lo stesso ras delle cooperative in una famosa intercettazione dei Ros, che una volta pubblicata sui social era divenuta virale, spiegava:

''ma rientra tutto, noi quest’anno abbiamo chiuso con 40 milioni di fatturato. Gli utili li abbiamo fatti sugli zingari, con l’emergenza alloggi, sugli immigrati. Tu c’hai idea quanto ci guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende di meno''.
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