02:53 11 Aprile 2021
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Il presidente della regione, Stefano Bonaccini, ha proposto di valorizzare l’azienda di bioplastiche di Castel San Pietro, nel bolognese, fallita nel 2019 che andrà all’asta a maggio, mentre il governo è impegnato a definire un piano di produzione nazionale del vaccino contro il coronavirus. .

“Abbiamo già fatto presente al Governo l'esistenza di questo patrimonio”, ha scritto Bonaccini su Facebook riguardo alla Bio-on, sottolineando che “numerose imprese del nostro territorio nel comparto farmaceutico, biomedicale e della meccanica possono dare il loro contributo”.

“Qui può nascere un distretto produttivo di sieri anti-Covid all'avanguardia, al servizio del Paese. E la Regione è pronta a fare la sua parte”, ha sottolineato.

In un lungo post è poi l’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Colla, a illustrare i punti di forza dell’azienda.

“Bio-on ha cinque bioreattori, due dei quali di grosse dimensioni, utili per la fermentazione chimica e farmaceutica. Stiamo parlando di alcuni dei più grandi bioreattori al mondo. Faccio un esempio: i bioreattori Pfizer operano con 20mila litri e alla Bio-on ce ne sono da 75mila e 100mila litri. Abbiamo motivo di pensare che possano essere utilizzati per produrre vaccini".

"L’azienda ha terreni per espandersi, ha depuratori, licenze e brevetti che non si fanno in cinque minuti. Intorno poi ha saperi, c’è l’Università con le facoltà di chimica, biologia e informatica", ha aggiunto. Ma soprattutto, ha aggiunto, "nel Bolognese ci sono le principali imprese che operano in impiantistica di livello e di processo, vedi Ima a Ozzano, Marchesini a Pianoro, che infatti già lavorano con i grandi gruppi che producono vaccini, da Pfizer a Moderna. Stiamo parlando di una capacità industriale eccezionale". 

Per Colla Bio-on è “una grande opportunità, un investimento su un luogo che ha la possibilità di fare ricerca, sviluppo, brevetti, per poi industrializzare i prodotti di questa ricerca”.

“È ormai cosa nota che il governo italiano stia valutando se c’è la strada per fare un investimento diretto di produzione di vaccini nel nostro Paese. Ovviamente non è una passeggiata. Noi pensiamo che se ci fossero le condizioni per andare in quella direzione, Bio-on sarebbe una soluzione interessante, poi il Governo deciderà cosa si può fare per un investimento industriale di questa portata”.

Il tavolo al Mise

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha già avuto due incontri sui vaccini anti Covid-19 con l’obiettivo di creare un polo di industrie che producano il vaccino in Italia per le forniture per la stessa Penisola.

E ieri ha firmato un decreto ministeriale per liberare immediatamente 200 milioni di euro per interventi di ricerca e riconversione industriale per la produzione dei vaccini. Fondi che si affiancano alle ulteriori risorse previste nel decreto sostegni per la creazione del “Polo per la vaccinologia e farmaci biologici”, si precisa in una nota.

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