11:05 23 Aprile 2021
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Per evitare un 2021 sulla falsa riga dell'anno passato, Crisanti ha auspicato che le misure del governo portino ad un migliore tracciamento delle varianti e a un monitoraggio più efficace dei nuovi positivi.

Intervenendo ai microfoni di Agorà su Rai3, il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'Azienda ospedaliera di Padova Andrea Crisanti ha commentato le parole di Matteo Draghi, il quale nella giornata di ieri ha ammesso che l'esecutivo punta a 60 milioni di somministrazioni entro giugno.

"Come ha detto Draghi, bisogna promettere quello che si può fare. Penso che non si debbano dare aspettative alle persone", ha spiegato Crisanti richiamando al realismo e mettendo indirettamente in dubbio la possibilità di vaccinare 50-60 milioni di cittadini in appena tre mesi.

L'esperto ha quindi esortato a guardare all'estero, a "cosa hanno fatto gli altri":

"L'Inghilterra ha immunizzato 20 milioni di persone in 3 mesi e mezzo: ha usato tutto quello che poteva usare: medici di base, pediatri, esercito. Questo ci dà la misura di quello che è possibile fare. Mi accontenterei che riuscissimo ad arrivare a quel risultato", ha detto Crisanti.

Nuove restrizioni?

Il docente di microbiologia presso l'università di Padova ha quindi analizzato il provvedimento che quest'oggi il Comitato tecnico scientifico prenderà in analisi e riguardante nuove eventuali restrizioni per l'emergenza Covid:

"Penso che il provvedimento sul tavolo del Cts vada nella direzione giusta: cercare di spegnere la trasmissione e di vaccinare più persone possibili", ha affermato Crisanti, che ha poi invocato l'ideazione di un piano "chiaro e preciso" che possa essere definitivo per l'Italia.

Crisanti ha poi voluto mettere in chiaro che la guardia dovrà essere mantenuta sempre alta nei prossimi mesi, in particolare dopo l'insorgenza di varianti che, potenzialmente, potrebbero risultare resistenti ai vaccini:

"La novità è la variante inglese che ha una capacità di trasmissione estremamente elevata e poi c'è la minaccia di varianti potenzialmente resistenti al vaccino: ci deve essere tolleranza zero. Laddove si manifestano e c'è un focolaio  bisogna chiudere tutto stile Codogno, perché non possiamo permetterci che si diffondano nel Paese", ha avvertito il virologo.

Potenziare il monitoraggio delle varianti

In ulitma analisi Crisanti ha poi voluto mettere l'accento sulla necessità di creare un piano nazionale di monitoraggio delle varianti, olltre a sottolineare l'importanza del sistema di tracciamento dei positivi:

"Serve un piano nazionale finanziato per il monitoraggio delle varianti e serve potenziare il sistema di sorveglianza con tamponi", ha concluso lo studioso.

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