05:03 15 Aprile 2021
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Dichiarato lo stato di crisi per i paesi sommersi dalla pioggia di materiale piroclastico dopo l'intensa attività stromboliana del cratere di Sud Est.

Il governo regionale dichiara lo stato di crisi regionale e chiederà a Roma lo stato di emergenza i Comuni raggiunti dalla cenere dell’Etna. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo un incontro con il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.

SOSTEGNO AI COMUNI COLPITI DALLA CALAMITÀ

Il presidente Musumeci ha annunciato una prima erogazione di un milione di euro a favore dei Comuni colpiti e l’avvio delle procedure per l’acquisto di mezzi idonei alla asportazione della cenere, da tenere a disposizione dei sindaci in caso di necessità, si legge nel comunicato della Regione. 

Il governatore ha affidato all’assessore alla Salute Ruggero Razza il compito di verificare con le istituzioni sanitarie nazionali se la cenere vulcanica possa costituire pregiudizio alla salute delle persone che ne vengono a contatto.

L'intensa attività stromboliana dell'Etna. 

Nella notte tra sabato e domenica si è intensificata l'attività dell'Etna, con un incremento del tremore vulcanico a partire dalle 3.30. L'attività stromboliana ha prodotto un trabocco lavico sul versante orientale, formando una colonna di fumo 5.000 metri dal livello del mare.

Mentre i parossismi sono cessati alle 7.00 del mattino, la nube di ceneri spinta verso est ha determinato la ricaduta di materiale piroclastico sui paesi della fascia jonico-etnea, già colpiti dalla pioggia di lapilli di domenica 28 febbraio. La situazione è particolarmente critica nei comuni di Sant'Alfio, Mascali e Giarre. 

La Protezione civile regionale ha già attivato i suoi funzionari della sede di Nicolosi e Catania per effettuare dei monitoraggi e sopralluoghi.

Tags:
Catania, eruzione, Sicilia, Etna, Italia
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