01:50 17 Aprile 2021
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Preoccupa la crescita dei ricoveri in terapia intensiva e il governo pensa a nuovi divieti se la curva dei contagi dovesse continuare a salire. Si parla di anticipare il coprifuoco alle 20 e limitare gli spostamenti, ma anche di lockdown a Pasqua e nei weekend.

Resta in piedi il sistema delle fasce di colore, ma i contagi sono in aumento per effetto della più virulenta variante inglese, e così il primo Dpcm firmato da Mario Draghi, che entrerà in vigore da domani rischia di essere già vecchio.

A far paura è la crescita dei ricoveri in terapia intensiva. Ieri il numero dei posti occupati è arrivato a 2.475, sempre di più alla soglia di 3mila che farebbe scattare l’allerta. Oggi una serie di regioni passeranno in zona rossa, arancione scuro e arancione, senza contare i lockdown mirati che interessano le zone con la curva dei contagi in impennata.

Secondo Il Messaggero nell’ultimo vertice di governo, martedì scorso, si è parlato anche di chiusure generalizzate. Le invocano virologi ed esperti, per un periodo di almeno 3 o 4 settimane. Ma a prevalere è la cautela, anche perché il Paese, già in ginocchio dal punto di vista economico, non sarebbe pronto a sostenere una nuova serrata.

Da Palazzo Chigi vogliono aspettare prima di prendere decisioni più drastiche, per capire se la chiusura delle scuole in zona rossa e i mini-lockdown avranno l’effetto di abbassare i contagi.

L'idea del coprifuoco alle 20 e dei limiti agli spostamenti

Se la curva dovesse crescere ancora, però, è già pronto il piano b. Si parla, spiega il Corriere, di anticipare il coprifuoco alle 20 anche nelle zone gialle e dell’introduzione di nuovi divieti sugli spostamenti non necessari, come le visite a parenti ed amici, sulla base delle disposizioni già in vigore nelle zone rosse. E ancora, ad essere replicato potrebbe essere il meccanismo dei fine settimana rossi collaudato durante le festività natalizie.

La chiusura dei negozi

La Pasqua, quindi, sarebbe blindata, come lo sono stati Natale e Capodanno. Rischia di saltare anche la riapertura di cinema e teatri a partire dal 27 del mese.

Poi c’è il nodo delle attività commerciali. Nelle zone dove le scuole sono chiuse potrebbe essere disposto anche il divieto di apertura per i negozi che non vendono beni di prima necessità.

Del resto, è stata già stabilita quella di barbieri, parrucchieri e centri estetici. È chiaro che la stretta entrerà in vigore soltanto se le misure prese finora si riveleranno inefficaci.

La speranza dei vaccini

Nelle prossime settimane capiremo se la terza ondata travolgerà o meno il nostro Paese come le prime due. Rispetto all’anno scorso però, oggi abbiamo medici e ultraottantenni vaccinati. L’impatto sulle strutture sanitarie, quindi, dovrebbe essere mitigato.

E poi, per la fine di marzo e l’inizio di aprile è atteso l’arrivo delle nuove dosi di vaccino con cui potrà entrare finalmente nel vivo la campagna di vaccinazione di massa che servirà a sconfiggere il virus.

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