00:26 11 Aprile 2021
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Lo ha reso noto il sindaco Ivan Mameli, il quale spiega che i soldi verranno impiegati per proteggere il paese da possibili alluvioni, come quella che lo colpì nel 1993.

Il comune di Bari Sardo, 4000 anime in provincia di Nuoro, si è aggiudicato i fondi del contributo per rischio idrogeologico del Ministero dell'Interno. Lo ha reso noto il sindaco Ivan Mameli, citato da Askanews. 

Il bando, indetto un anno fa, prevedeva la possibilità per tutti i Comuni d’Italia di ricevere importanti contributi a fondo perduto per realizzare interventi a tutela della sicurezza pubblica.

“Sapevamo di poter dire la nostra ma eravamo ben consci che i fondi messi a disposizione erano veramente pochissimi, se si considerava una concorrenza aperta a tutto lo stivale. Oggi portiamo a casa un finanziamento di ben 990 mila euro", ha dichiarato con soddisfazione Mameli.

Per avere accesso ai fondi bisognava avere i conti in ordine e una forte propensione alle spese in conto capitale. Mameli ha quindi raccolto quanto di buono seminato, dimostrando di avere anche una programmazione molto chiara, frutto della memoria degli eventi. 

"Abbiamo le idee chiare su quello che serve alla nostra comunità. Credo che i bariesi non dimenticheranno le gli alluvioni che colpirono pesantemente la nostra comunità: mi riferisco in particolar modo all’alluvione del '93 del quale esistono abbondanti tracce storiche dell’accaduto. E, a distanza di tanti anni, sappiamo bene quali siano stati gli errori e i punti deboli del nostro territorio. Siamo partiti proprio da quella lezione di vita”, ha spiegato.

Chiariti anche gli obiettivi per cui investire le 990 mila Euro. 

“L’obiettivo è quello di realizzare un canale di guardia a monte del paese, un’opera ingegneristica di difesa idrogeologica del centro abitato costituita da un canale a forma aperta in calcestruzzo armato. Tale opera avrà l’obiettivo di intercettare le acque che scorrono in un compluvio naturale, evitando che enormi quantitativi d’acqua e detriti possano riversarsi disastrosamente a valle, ossia nel cuore del paese come avvenne quella maledetta domenica del 31 ottobre del 1993″, ha concluso.
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