20:00 22 Aprile 2021
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Domani il ministro Speranza potrebbe firmare le ordinanze per far passare cinque regioni in zona rossa e altrettante in arancione. Il governo teme un nuovo picco dei contagi e secondo alcune indiscrezioni starebbe valutando di anticipare il coprifuoco e limitare ulteriormente gli spostamenti.

Mentre i virologi parlano già di terza ondata, gran parte delle regioni italiane, da lunedì, rischiano di colorarsi di rosso e arancione.

A preoccupare è la circolazione delle varianti. Quella inglese, secondo i dati comunicati nell’ultima conferenza stampa di Palazzo Chigi, è diffusa nel 54 per cento dei casi, mentre quella brasiliana nel 4,3 per cento. La scorsa settimana i contagi sono aumentati di oltre il 30 per cento e il trend non sembra destinato ad invertirsi.

Emilia-romagna, Campania, Abruzzo, Piemonte e Lombardia verso il rosso

Il lockdown è già scattato in Molise e Basilicata. Ma, secondo il Corriere della Sera, sul tavolo del ministro della Salute sarebbero già pronte le ordinanze per far passare al rosso Emilia Romagna, Campania e Abruzzo. A rischiare sono anche Lombardia e Piemonte.

Secondo il governatore emiliano e presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, citato dallo stesso quotidiano, “le limitazioni da zona arancione” non sarebbero più “sufficienti a piegare la curva dei contagi”.

Rt in salita in Calabria, Friuli, Veneto, Lazio e Puglia

Poi ci sono le regioni che rischiano di virare dal giallo all’arancione: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto. In forse ci sono anche Lazio e Puglia, dove la curva è in crescita e l’indice Rt potrebbe tornare sopra quota 1.

Il premier e i ministri, secondo le indiscrezioni riportate dal Corriere, temono che per effetto della diffusione delle nuove varianti si possa tornare ai livelli dello scorso autunno, con picchi di 40mila casi e un aumento conseguente del numero di ricoveri e decessi.

La preoccupazione del governo

La novità, infatti, è rappresentata dalla maggiore diffusione della variante inglese nella fascia d’età compresa tra 6 e 18 anni. Una circostanza che impone la chiusura delle scuole e il ritorno alla didattica a distanza nelle zone rosse e con un incidenza maggiore di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. E poi c’è la campagna vaccinale in pieno svolgimento.

A lanciare per primo l’allarme, ieri, era stato il consulente del governatore lombardo, Attilio Fontana, per il piano vaccinale, Guido Bertolaso, secondo il quale “tutta l’Italia si sta avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa”. E il fatto che i numeri peggioreranno è opinione diffusa.
Verso nuovi divieti

Per ora si continua a ragionare di chiusure chirurgiche, con l’individuazione dei focolai e la chiusura delle zone rosse, e di divisione in fasce di colore. Ma, secondo il Corriere, se la situazione dovesse precipitare, il governo non escluderebbe anche le ipotesi di un “coprifuoco anticipato e ulteriori limitazioni agli spostamenti delle persone”. Anche se ancora nessuno parla di un nuovo lockdown generalizzato. 

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