00:27 17 Aprile 2021
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Confiscati in via definitiva 40 milioni di euro di beni ad un imprenditore edile che da sempre faceva affari con la mafia e di cui faceva parte per legami di sangue. Ora viveva a Roma con la moglie, una Gambino.

Un imprenditore edile di Palermo, Giovanni Pilo, di anni 83, ma ormai residente a Roma, è stato raggiunto da una ordinanza di confisca di beni pari a 40 milioni di euro nell’ambito dell’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Palermo.

L’imprenditore è considerato un appartenente alla famiglia mafiosa di Resuttana, ed è spostato con Anna Gambino, la sorella di Giacomo Giuseppe Gambino detto ‘u’tignusu’ ed ex capo del mandamento di San Lorenzo, scrive l’Ansa.

Pilo è un uomo già noto alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria. Nel 1976 era un sorvegliato speciale, mentre nel 1985 ha riportato una condanna a 7 anni durante lo storico maxiprocesso di Palermo alla mafia.

Tommaso Buscetta, Salvatore Contorno e Salvatore Anselmo, ex mafiosi e poi collaboratori di giustizia, sul suo conto hanno rilasciato svariate informazioni attraverso dichiarazioni rese ai magistrati.

Durante la seconda guerra di mafia degli anni 1980, ha avuto un ruolo nella speculazione edilizia palermitana.

Oggi la Dia ha verificato che l’imprenditore edile di 83 anni dichiarava meno di quanto in realtà possedeva. Netta la differenza tra le dichiarazioni reddituali e gli investimenti, e per questo i fondi sono stati ritenuti frutto di reimpiego di capitali illeciti.

I beni confiscati riguadano una villa, 145 immobili, terreni posseduti da lui, dalla moglie e dal figlio tra Palermo, Roma e Trapani scrive ancora l’Ansa.

Sequestrato il capitale sociale di otto società, quattro polizze assicurative e cinque rapporti bancari.

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