02:00 17 Aprile 2021
Italia
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Dall'8 marzo quasi tutti gli studenti italiani potrebbero ritrovarsi in didattica a distanza con l'approvazione del nuovo Dpcm Draghi che dà facoltà alle Regioni di decidere.

Secondo una proiezione elaborata da TuttoScuola il nuovo Dpcm Draghi valido fino al 6 aprile prossimo, potrebbe mandare in Dad oltre 6 milioni di studenti in tutta Italia, equivalenti al doppio di quanti già oggi sono in didattica a distanza.

Uno scenario del genere, fa notare TuttoScuola, non si verificava dal primo lockdown stretto del 2020.

14 Regioni su 20 potrebbero chiudere le scuole di ogni grado, solo Veneto, Lazio, Sicilia, Calabria e Valle d’Aosta e Sardegna terrebbero le scuole aperte.

Il giorno cruciale è lunedì 8 marzo, quando i governatori potrebbero disporre la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100 mila abitanti.

Queste le conseguenze del Dpcm Draghi, fa notare TuttoScuola, che entrerà in vigore a partire dall’8 marzo prossimo. I governatori avranno infatti la libertà di chiudere le scuole anche in zona arancione e gialla.

La scuola diffusa

TuttoScuola l’ha definita la “scuola diffusa” nelle case degli italiani, circa 6 milioni di famiglie con i figli collegati a distanza con i rispettivi docenti.

Una condizione, quella della didattica a distanza che sta favorendo la dispersione scolastica.

Inoltre ieri Save the Children ha fatto notare come gli studenti in tutto il mondo abbiano perso in media 74 giorni di lezione in classe a causa della pandemia.

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Coronavirus, Scuola
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