07:49 14 Aprile 2021
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Società armatrice della Mare Jonio sotto inchiesta, secondo la procura di Ragusa avrebbe preteso soldi da una nave mercantile per imbarcare 38 migranti.

La Mare Jonio è ancora una volta al centro di una inchiesta da parte dei magistrati italiani. La Procura della Repubblica di Ragusa ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e della violazione delle norme riguardanti il codice della navigazione.

In particolare la Mare Jonio sarebbe accusata di aver preteso una somma di denaro per accogliere a bordo della sua imbarcazione 27 migranti salvati in mare dalla nave Maersk Etienne l’11 settembre 2020. I naufraghi erano rimasti a bordo della nave mercantile per 38 giorni.

Nell’inchiesta vi è finita per ora la società armatrice della nave, ovvero la Idra social shipping che ha sede legale a Trieste. Perquisizioni sono state condotte lunedì 1 marzo nella sede di Trieste ma anche in altre città italiane, tra cui Venezia, Palermo, Bologna, Augusta e Mazara del Vallo.

La stessa Ong Saving Humans Mediterranea che gestisce la nave ha dato notizia delle perquisizioni in un comunicato stampa, affermando che sono avvenute anche nelle abitazioni dei volontari dell’organizzazione, oltre che nelle sedi sociali e sulla stessa nave Mare Jonio.

“Le accuse sono pesanti, ma in realtà puntano a colpire la pratica del soccorso civile in mare che Mediterranea promuove dal 2018, attraverso la sua compagnia armatoriale, Idra social shipping, che fornisce all’associazione la nave di ricerca e soccorso e cura la gestione degli equipaggi”, si legge nel comunicato stampa.

La Ong parla di “teorema giudiziario” e di “crociata” messa in piedi dal procuratore di Ragusa.

“La ‘macchinazione’ ipotizzata è talmente surreale da rendere evidente quale sia il primo e vero obiettivo di questa operazione: creare quella ‘macchina del fango’ che tante volte abbiamo visto in azione nel nostro paese, dal caso di Mimmo Lucano alle inchieste di questi giorni contro chi pratica la solidarietà ai migranti che attraversano la rotta balcanica, e sparare ad alzo zero contro chi come noi non si rassegna al fatto che da inizio gennaio ad oggi siano già centinaia le donne, uomini e bambini lasciati morire nel Mediterraneo, e si contino già a migliaia i catturati in mare e deportati nei campi di concentramento libici, finanziati con i soldi dell’Unione Europea e dell’Italia”, si legge ancora nel comunicato.

Mai fatto nulla di illegale

“Idra social shipping non ha mai fatto nulla di illegale – si legge ancora nel comunicato stampa – e lo dimostrerà presto nelle sedi competenti. E Mediterranea non si fermerà a causa di questo attacco, triste e prevedibile, e continuerà ad essere in mare, lì dove i crimini che vengono commessi e sono quelli di strage, tortura, stupri, sevizie”.

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Crisi dei migranti, Flusso migranti, quote migranti, Migranti
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