06:32 14 Aprile 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (360)
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Il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entrerà in vigore il 6 marzo e sarà valido fino al 6 aprile. Oggi è il giorno decisivo della sua discussione. La preoccupazione per le varianti del virus fa supporre che le strette non verranno ridotte, anzi, in alcuni casi rafforzate.

Alle 9.30 è in programma la nuova e ultima riunione tra il presidente del Consiglio e gli esponenti della maggioranza per definire i dettagli della nuova stretta contro la diffusione del coronavirus e delle temute varianti.

Argomento principale di discussione sarà molto probabilmente la scuola. È prevedibile che le scuole rimarranno chiuse nelle zone rosse, con Dad (didattica a distanza) al 100%, tuttavia diversi governatori sostengono che andrebbero chiuse anche nella altre zone per frenare la diffusione delle tanto temute nuove varianti.

Nelle ultime ore spiccano le ordinanze varate nelle provincie di Como, Cremona e in una serie di comuni lombardi, per istituire le cosiddette zone ‘arancione scuro’ con scuole chiuse e Dad al 100% in tutti gli ordini e gradi.

Anche nel governo alcuni ministri sarebbero di questo avviso (Roberto Speranza, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Patrizio Bianchi, Elena Bonetti), mentre Maria Stella Gelmini di Forza Italia e il leghista Giancarlo Giorgetti, si sono dichiarati per misure meno restrittive.

Cosa ci si aspetta

Fondamentalmente, salvo sorprese dell’ultimo momento, l’impianto del nuovo Dpcm è in gran parte previsto:

  • Barbieri e parrucchieri – chiusi in zona rossa
  • Musei, cinema e teatri – riapertura dal 27 marzo. Per i musei è prevista la prenotazione del biglietto on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo. Gli spettacoli con posti a sedere preassegnati e a almeno un metro di distanza, più approvazione delle attività, e dei protocolli dal Ministero dei beni e attività culturali, nonché validati dal Comitato tecnico-scientifico con indicazione del numero massimo di spettatori
  • Qualsiasi assembramento in spazi chiusi o anche all’aperto – tutti sospesi quando non sia possibile assicurare il rispetto delle condizioni di sicurezza. Quindi mai quando si tratta di assembramenti spontanei.
  • Bar e ristoranti - chiusi dopo le 18.
  • Palestre e piscine - chiuse
  • Fiere - chiuse
  • Discoteche - chiuse
  • Sci - Piste e impianti - chiusi fino al 6 aprile. Cioè fino a fine stagione.
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