00:41 23 Aprile 2021
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Gli indagati sono accusati di aver prodotto illecitamente, in cambio di denaro e/o altre utilità, falsi diplomi e attestati di studio per la partecipazione a concorsi di assunzione personale Ata.

I carabinieri di Vibo Valentia hanno arrestato 10 persone per corruzione e produzione di falsi titoli di studio nell'ambito di un'inchiesta che sta facendo tremare il settore dell'istruzione calabrese. 

Altre 13 persone risultano indagate, tra cui Maria Rita Calvosa, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria. Per loro al momento non sono state disposte misure cautelari

Gli indagati sono accusati a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso in atti destinati all'Autorità giudiziaria, falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e autoriciclaggio.

Nell'inchiesta denominata Diacono la procura di Vibo Valentia è riuscita a risalire a una rete di istituti formativi paritari, musicali e artistici, la cui attività consisteva nella produzione illegale di diplomi o titoli di studio conferiti in cambio di denaro e/o altre utilità, per permettere ai beneficiari l'iscrizione in graduatorie pubbliche per l'ammissione ai concorsi di stato. 

La Procura di Vibo Valentia, sotto la guida del procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo e del sostituto Ciro Lotoro, ha avviato le indagini in seguito al ritrovamento, il 2 luglio 2020, di un arsenale di armi da guerra e di un'ingente somma di denaro nell'abitazione di Davide Pietro Licata, contigua all'istituto "Accademia Fidia", gestito dalla famiglia Licata. 

Nell'ambito dell'inchiesta la procura ha altresì disposto il sequestro di 19 società operanti nel settore dell'istruzione.

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scuola, carabinieri, Calabria, Italia
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