23:53 11 Aprile 2021
Italia
URL abbreviato
419
Seguici su

Nel 2018 Attanasio avrebbe ricevuto un rifiuto dalla Farnesina su un possibile raddoppiamento della sua scorta personale, comunica La Stampa.

Nel 2018 l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, deceduto lunedì scorso nella Repubblica Democratica del Congo in seguito ad uno scontro a fuoco, avrebbe chiesto di farsi raddoppiare la scorta, ma avrebbe ricevuto il rifiuto da parte del ministero degli Esteri italiano.

A svelare il presunto retroscena è La Stampa, secondo cui la Farnesina i non ha risposto a una richiesta di confermare la notizia.

Secondo quanto scrive il quotidiano torinese, nel 2018, un anno dopo essere arrivato nella Repubblica Democratica del Congo, l'ambasciatore si sarebbe reso conto di essere giunto ad operare in una zona ad alto rischio e avrebbe pericolosa e avrebbe inviato una lettera al ministero degli Esteri per chiedere che la scorta di cui disponeva, consistente in due militari dell'Arma dei Carabinieri, venisse raddoppiata.

La richiesta sarebbe stata inoltrata anche sulla base del fatto che, prima dell’arrivo di Attanasio nel Paese, quattro persone era proprio il numero di militari che componevano la scorta dell'ambasciatore italiano in Congo.

L'uccisione dell'ambasciatore Attanasio

Lunedì scorso l'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci, il carabiniere della sua scorta, e Mustapha Milambo, l'autista, sono stati uccisi in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel Congo orientale. 

L'ambasciatore viaggiava in un convoglio formato da due veicoli del World Food Programme e composto da sette persone che si stava recando a visitare il programma di distribuzione di cibo nelle scuole del World Food Programme.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook