23:43 17 Aprile 2021
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Secondo il sito musulmano La Luce, che cita fonti vicine alla famiglia Luca Attanasio si sarebbe convertito all'Islam con il nome di Amir. Ma chi lo conosceva assicura che era cattolico praticante. A spiegare l'equivoco l'imam Pallavicini: "Per sposare la moglie musulmana ha dovuto professare la testimonianza di fede islamica".

"Dicono che è un eroe. Per me invece era un angelo che ora non c'è più”. Sono queste le poche parole pronunciate ieri da Zakia Seddiki, la moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso durante la sua missione in Congo, prima di rinchiudersi nel “silenzio e nella preghiera”, mano nella mano con sua sorella Samia.

Una famiglia, la loro, sconvolta dal dolore. A sostenerla, ieri, nella camera mortuaria, c’era anche l’Imam Shekh Tayeb. “Sono stato incaricato dalla moschea di venire qui e aiutare Zakia in questo doloroso percorso. Abbiamo vestito Luca di bianco e abbiamo recitato insieme una preghiera per salutarlo tutti insieme”, ha detto citato dal Messaggero.

Stamattina, nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, si sono svolti i funerali di Stato alla presenza delle famiglie, del governo e delle più alte cariche della Repubblica. Venerdì, invece, sempre secondo quanto si legge sul Messaggero, a Lambiate, città di origine di Attanasio, verrà allestita la camera ardente, mentre sabato alle 10 l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini celebrerà il funerale.

Per domani, inoltre, alcune comunità musulmane stanno organizzando la cerimonia musulmana per i defunti, la Salat al ghaib, per Attanasio e per il suo autista, Mustapha Milambo.

A diffondere la notizia è il portale islamico La Luce in un articolo in cui vengono riportate le parole di Baraa Al Obeidi, imam della moschea di Milano. Il religioso ha spiegato che “Luca Attanasio va considerato a tutti gli effetti un martire secondo la definizione islamica, questo in quanto è stato ucciso da innocente e in quanto ucciso nell’ambito del suo impegno umanitario”. 

L’ambasciatore italiano, si legge ancora nel sito, che cita “fonti affidabili vicine alla famiglia”, “aveva fatto testimonianza di fede durante la sua permanenza in Marocco in qualità di Conosole Generale d’Italia a Casablanca ed era quindi musulmano”. “Il diplomatico italiano – va avanti la redazione del portale - aveva adottato il nome Amir".

Ieri sera, però, il parroco di Lambiate, don Angelo Gornati, che ha celebrato il suo matrimonio “con il rito previsto per la mista religione”, ha chiarito che Luca era “cattolico praticante”. “La stessa cosa Luca ha fatto in Marocco, con una cerimonia simile per la moglie”, ha spiegato ancora il sacerdote.

È probabile, però, che la conversione di cui parla La Luce sia stata “funzionale” a contrarre il matrimonio con la moglie marocchina, di fede musulmana. A confermare questa versione è l’imam Yahya Sergio Pallavicini,vice Presidente e imam della Comunità Religiosa Islamica Italiana (Coreis).

Funerali dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio a Roma
© REUTERS / Yara Nardi
Funerali dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio a Roma
L’equivoco, ha spiegato a La Stampa, nasce dalla “testimonianza di fede” che il diplomatico ha dovuto professare per sposare sua moglie.

A confermare allo stesso quotidiano l’appartenenza alla Chiesa cattolica di Attanasio sono anche i missionari e i cooperanti della Fondazione Avsi, i quali raccontano di un uomo “praticante” che non si è mai convertito all’Islam.

Tecnicamente, ha ricordato infine Pallavicini, “laddove non ci sia traccia della disposizione di una sepoltura di rito islamico, deve essere rispettata l’identità religiosa di nascita”.

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Repubblica democratica del Congo, Ambasciatore
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