12:23 09 Maggio 2021
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La Commissione europea non smentisce la notizia secondo cui AstraZeneca potrebbe dimezzare la consegna di dosi del suo vaccino all'Unione Europea.

Un portavoce della Commissione europea non smentisce la notizia trapelata nelle ultime ore secondo la quale AstraZeneca ha annunciato un dimezzamento del 50% delle dosi previste in consegna per il secondo trimestre del 2021.

“Le discussioni con AstraZeneca sul calendario delle consegne continuano, la compagnia sta rivedendo il calendario e lo sta consolidando, sulla base di tutti i siti produttivi disponibili, in Europa e fuori. La Commissione si attende che le venga presentata una proposta di calendario migliorata”, è il commento del portavoce come riportato dall’Huffingtonpost.

AstraZeneca, come trapelato, potrebbe tagliare da 180 milioni a 90 milioni le dosi destinate ai 27 Paesi dell’UE nel secondo trimestre del 2021, facendo così slittare di molto l’obiettivo di immunizzare la popolazione europea entro l’estate.

 

AstraZeneca logo
© REUTERS / Stefan Wermuth /File Photo
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AstraZeneca aveva già tagliato le forniture del primo trimestre da 80 milioni a 40 milioni di dosi, motivando che aveva problemi di produzione legati alla produzione del principio attivo del farmaco presso lo stabilimento belga.

Produrre il vaccino in casa propria

Ieri Salvini ha lanciato l’idea del “sovranismo vaccinale”, intendendo con questo slogan la capacità dell’Italia di autoprodursi il vaccino in casa.

Il ministro per lo Sviluppo economico Giorgetti ha incontrato Farmaindustria e alcune imprese del settore che hanno spiegato la situazione, le tempistiche e la strumentazione necessaria per avviare la eventuale produzione del vaccino anche in Italia.

Tuttavia il brevetto appartiene alle case farmaceutiche che hanno sviluppato i relativi vaccini, ciò richiederà quindi una trattativa tra case farmaceutiche e eventuali stabilimenti farmaceutici italiani disponibili a produrre uno dei vaccini contro il coronavirus.

Il vaccino italiano

Reithera, il vaccino realmente italiano perché sviluppato dalla società con sede in provincia di Roma e con il supporto dell’Istituto nazionale di malattie infettive (Inmi) sarà con tutta probabilità pronto entro settembre prossimo con le autorizzazioni del caso.

Per quel vaccino l’azienda inizialmente aveva previsto una produzione annuale di 100 milioni di dosi.

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Coronavirus, vaccino
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