18:11 17 Maggio 2021
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Ad attendere all’aeroporto di Ciampino i feretri dell’ambasciatore e del carabiniere il Primo ministro Draghi insieme ai ministri Di Maio e Gerini. La procura apre un’indagine, disposta l’autopsia. Dinamica e responsabilità dell’agguato ancora non del tutto chiare.

Il Presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Antoine Tshisekedi Tshilombo, ha ribadito la ferma condanna dell’attentato, definito terroristico, e ha dato l’ordine “a tutti i servizi competenti di fare luce su questo odioso crimine per fare in modo che i responsabili siano identificati e condotti davanti alla giustizia”.

Anche il dipartimento per la sicurezza delle Nazioni Unite ha promesso che condurrà un'approfondita verifica dei fatti.

La Procura di Roma da parte sua ha inviato un team di investigatori del Ros a Kinshasa per affiancare gli investigatori locali.

Tale dispiegamento investigativo pare si stia rendendo necessario dal momento che la dinamica esatta dell’agguato non sarebbe ancora molto chiara. Vi è un rimpallo di accuse tra le forze governative, ribelli hutu, milizie della Allied Democratic Forces (ADF – di origine ugandese e recentemente sospettati di adesione al jihadismo), Forze Democratiche di Liberazione del Ruanda (FDLR – gruppo ribelle coinvolto nel genocidio in Ruanda del 1994), gruppi ribelli minori, e semplici trafficanti, rapinatori o banditi comuni.

Non si esclude anche che a colpire il giovane ambasciatore italiano e l’ancor più giovane carabiniere sia stato il ‘fuoco amico’ dei ranger della scorta.

I funerali di Luca Attanasio si celebreranno a Roma giovedì mattina alle 9.45, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

L'agguato al convoglio del WFP

Lunedì scorso l'ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci, il carabiniere della sua scorta, e Mustapha Milambo, l'autista, sono stati uccisi in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel Congo orientale. L'attacco sembra facesse parte di un tentativo di rapire il personale Onu.

L'ambasciatore viaggiava in un convoglio formato da due veicoli del World Food Programme e composto da sette persone che si stava recando a visitare il programma di distribuzione di cibo nelle scuole del World Food Programme.

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