11:16 07 Maggio 2021
Italia
URL abbreviato
Di
0 32
Seguici su

Bilancio positivo per l'evento sportivo andato in scena in piena pandemia. Ma gli ambientalisti protestano: "Così hanno cementificato la montagna".

I mondiali di sci di Cortina si chiudono con i paracadutisti dell’esercito italiano che hanno fatto sventolare una enorme bandiera italiana sopra la città ampezzana.

Il governatore Zaia: "Nuova era per la nostra montagna"

Il bilancio dell’esperienza è positivo. Il presidente della Regione che ha ospitato le gare, Luca Zaia, già guarda alle olimpiadi del 2026 e parla di una “nuova era per la nostra montagna” e del Veneto come “modello per il riscatto di tutto l’arco alpino”.

“Nella ‘bolla’ di Cortina abbiamo ospitato un evento che rimarrà nella storia dello sci internazionale e in un contesto quasi surreale, senza il pubblico delle grandi occasioni, lo spettacolo non è mancato”, ha sottolineato il governatore, ricordando gli sforzi per garantire la sicurezza e la salute dei “di atleti e addetti ai lavori provenienti da 71 nazioni” per cui sono stati effettuati “oltre 23mila tamponi in quindici giorni”.

“Abbiamo la certezza – ha detto Zaia - che lo sport può essere un volano ed un acceleratore per la ripartenza post-Covid”.

Ma il giorno dopo la chiusura delle piste c’è spazio anche per le polemiche. Quelle degli ambientalisti, che puntano il dito contro l’organizzazione, i cui limiti, a parere di Luigi Casanova, giornalista e attivista per l’ambiente, “sono apparsi a tutti evidenti”.

Le polemiche degli ambientalisti

“È stato usato l’esplosivo per demolire la roccia, laddove si sono messi i Gasez (i bomboloni di gas, inseriti per liberare il versanti dall’incombenza delle valanghe)”, accusa in un pezzo pubblicato sul Manifesto. “Le piste di Supergigante e Discesa libera – va avanti - sono inadeguate a gare internazionale di tale livello, troppo brevi”.

La kermesse, secondo Casanova avrebbe “lasciato ulteriori scompensi al territorio, sia in roccia che nel settore boscato”.

“L’incubo valanghe sulle piste – nota ancora il giornalista - rimane: gli organizzatori sono stati fortunati per il fatto che non si siano verificate nevicate importanti, altrimenti tutta l’organizzazione saltava”.

“Le piste – si legge ancora nell’articolo - non si possono ulteriormente allungare, a meno che non si demolisca del tutto la Tofana di Mezzo “. I mondiali, accusa l’attivista, sono stati una “rassegna mediatica” e “un evento economico che ancora ha tolto soldi alla montagna”.

“Sono stati i mondiali del trionfo del cemento”, ribadiscono gli ambientalisti, che ora promettono di battersi contro la realizzazione dei “tre grandi collegamenti legati ai mondiali appena conclusi e alle prossime Olimpiadi Lombardia Cortina 2026: Cortina – Arabba – Marmolada, Cortina – Val Badia, Cortina – Alleghe – Civetta", che lascerebbero le Dolomiti “distrutte”.

Correlati:

Olimpiadi: ok definitivo per Milano Cortina 2026 e finali Atp di Torino 2021-2025
Tags:
Ambientalisti, Sci, Cortina d'Ampezzo
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook