15:21 07 Marzo 2021
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Servono dosi di vaccino all'Italia per potenziare la campagna vaccinale, si cercano quindi impianti produttivi in Italia capaci di produrlo in tempi brevi, ma la missione appare assai difficile da compiere.

L’idea del Ministero dello Sviluppo Economico, ora guidato da Giancarlo Giorgetti (Lega), è quella di perlustrare la possibilità di produrre negli stabilimenti farmaceutici italiani una quota dei vaccini che servono al Paese, così da raggiungere l’autosufficienza.

Va in questa direzione l’incontro programmato per giovedì tra il ministro Giorgetti e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, il quale ha però già avvertito che produrre un vaccino non è come produrre una qualsiasi altra medicina. Servono i bioreattori e le tempistiche per la coltura sono lunghi, non meno di 4-6 mesi.

L'inizio della vaccinazione anti-Covid 19 in Italia
© Foto : Ministero della Salute
L'inizio della vaccinazione anti-Covid 19 in Italia

E poi servono le strumentazioni per poter produrre il vaccino. La ricognizione per capire chi è che abbia i macchinari adatti, è comunque già iniziata, così da consegnare al ministro Giorgetti un quadro della situazione completo.

Scaccabarozzi ha riferito che sono disponibili a dare una mano e che al ministro spiegheranno “come si produce un vaccino e quali sono i tempi: un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare. Deve avere una bioreazione dentro una macchina che si chiama bioreattore. Insomma, non è che si schiaccia un bottone ed esce la fiala. Da quando inizia una produzione passano 4-6 mesi”.

L’idea: produrre dove si produce il vaccino per l’antinfluenzale

Una delle idee che si vuol perlustrare riguarderebbe l’uso dei macchinari che solitamente si usano per produrre il vaccino per l’antinfluenzale, e che servono ad ottobre di ogni anno per avviare la campagna vaccinale contro l’influenza.

Da Farmaindustria avvertono che applicare una idea del genere vorrebbe dire non far partire la produzione del vaccino antinfluenzale – che inizia tra un mese – e non avere poi quest’ultimo disponibile per ottobre.

Da notare che questa idea era già al vaglio del precedente governo, che aveva valutato due impianti nel Lazio e nel Veneto senza però riuscire a giungere al dunque.

Anche l’Europa si muove

A livello europeo è già da tempo che si cercano altri siti produttivi dove avviare la produzione del vaccino, ma c’è il problema delle licenze, un problema che si proverà a risolvere sempre giovedì quando è previsto un consiglio UE sulla competitività a cui parteciperà il Commissario UE per il mercato interno Thierry Breton.

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vaccino, Coronavirus
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