19:45 07 Marzo 2021
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Teatri e cinema vanno riaperti perché rendono le città italiane meno tristi. Con associazioni di categoria e Cts si lavora a una integrazione del protocollo già esistente. Franceschini spinge sulla riapertura.

Dopo la riapertura dei Musei nei giorni solo feriali e nelle sole regioni in zona gialla, ora il ministro della Cultura Dario Franceschini spinge per la riapertura di teatri e cinema. E vuole che l’Italia lo faccia per prima, prima di Germania, di Regno Unito e del resto d’Europa.

“Non voglio coprirmi dietro la scelta di altri Paesi, anzi. Però, ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili”, dice il ministro intervistato dal Corriere della Sera.

I cinema e i teatri si possono riaprire, dice Dario Franceschini perché sono luoghi dove non devi toglierti la mascherina come nei ristoranti e nelle case private, mentre “nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali”.

La decisione sulla riapertura di Cinema e Teatri: il Cts

Franceschini rivela al Corriere che ha richiesto un incontro urgente al Comitato tecnico-scientifico “per proporre le misure di sicurezza integrative su cui stanno lavorando le organizzazioni di categoria e che mi consegneranno” a breve.

Il ministro spiega che si opterà per il biglietto nominativo (come allo stadio per motivi di ordine pubblico), la tracciabilità delle persone, le mascherine FFP2 per chi entra.

“Mi confronterò poi collegialmente col governo, perché non sono certo io a decidere da solo, e col Cts per individuare tempi e modalità. Però penso che teatri e cinema, con severe e adeguate misure, siano più sicuri di altri locali già aperti oggi. E credo che l’Italia, più di altri Paesi, abbia bisogno come l’ossigeno di tornare ad avere un’offerta culturale. Lo ha detto bene il presidente Draghi. Le città italiane senza teatri e cinema e le piazze senza musica sono più tristi”, ha aggiunto il ministro Franceschini.
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