21:26 25 Febbraio 2021
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Anche i medici di famiglia e di continuità assistenziale supporteranno la campagna vaccinale in Italia non appena ci saranno vaccini disponibili da somministrare alla popolazione.

“Grazie a tutti i medici di medicina generale del nostro Paese che hanno unitariamente sottoscritto l’intesa con governo e regioni per somministrare il vaccino Covid. La loro capillarità e il loro rapporto di fiducia con le persone sono un valore aggiunto importante che ci consentirà, quando aumenteranno le dosi a disposizione, di rendere più forte la nostra campagna di vaccinazione”, scrive soddisfatto sul suo profilo Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza.

C’è soddisfazione anche all’interno della Federazione italiana medici di famiglia (FIMMG), dove il segretario nazionale Tommasa Maio ha detto:

“Il ministro ha accolto la nostra richiesta, siamo molto soddisfatti e siamo certi che il coinvolgimento dei medici di Continuità Assistenziale garantirà nuovo impulso alla campagna vaccinale”.
Vaccinazione
© Sputnik . Igor Zarembo
Vaccinazione

I medici di Continuità assistenziale sono circa 17.500 in Italia e si affiancano quindi ai Medici di famiglia nel raggiungimento degli “obiettivi di salute pubblica” richiesti dalla campagna vaccinale contro la Covid-19.

In totale sono 35 mila i medici pronti a vaccinare nei propri studi medici i cittadini italiani contro il coronavirus. Servono però le dosi per poter vaccinare le persone ed è questa la nota dolente, con AstraZeneca che continua a far mancare le proprie dosi.

Vaccinazioni anche nelle fabbriche

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha riferito che le industrie italiane sono pronte ad accogliere la campagna vaccinale, per vaccinare gli operai e le operaie e le rispettive famiglie.

Bonomi ha infatti riferito che consegneranno al nuovo governo un documento che fornisce la loro disponibilità in merito, in cui si dimostra che attraverso le fabbriche italiane si potrebbero vaccinare 12 milioni di persone.

Si attendono i vaccini

Il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, partecipando ieri a Mezz’ora in più, trasmissione televisiva di Rai 3, ha detto che a marzo l’Italia attende 7,7 milioni di dosi di vaccini.

In questa prima fase, ha riferito il professore Locatelli, l’Italia attendeva 6 milioni di dosi ma ne ha ricevute 4 milioni e 700 mila, di cui ne sono state usate i tre quarti.

Nonostante ciò, spiega Locatelli, “per numero di dosi somministrate e popolazione siamo il secondo paese in UE dopo la Germania, primo per popolazione vaccinata con doppia dose.
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vaccino, Coronavirus
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