16:30 07 Marzo 2021
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La comparsa delle varianti mutate del Covid e i recenti allentamenti delle misure di contenimento potrebbero portare ad un nuovo incremento dei contagi.

In un'intervista al Messaggero il direttore del reparto di Malattie infettive presso l'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ha fatto il punto della situazione sull'andamento della pandemia di Covid-19 in Italia, mettendo in rilievo alcune delle sue maggiori preoccupazioni in relazione alla diffusione delle varianti del virus:

"Io parlo sempre a ragion veduta, dico che ci sono le varianti e mi rispondono che sono un menagramo. Mi fate fare sempre la figura della Cassandra, come se a me facesse piacere. Che io sia preoccupato è evidente. Che la tendenza sia cambiata, in senso negativo, è altrettanto evidente", ha spiegato Galli.

Per l'esperto la causa della ripartenza del contagio è in buona parte da attribuire alla diffusione dei nuovi ceppi mutati di coronavirus e, in questo senso, un effetto negativo potrebbe essere stato giocato anche dagli allentamenti avvenuti negli scorsi fine settimana:

"La ripartenza del contagio in buona parte l'effetto della variante. E non solo di quella inglese.  Se la variante inglese, come probabile, si sta affermando e ha una velocità di trasmissione del 40 per cento più alta, ora c'è da aspettarsi un incremento notevole. E le ricordo che abbiamo avuto i fine settimana in giallo e questo non ci ha aiutato", ha proseguito il professore.

Sistema dei colori per le Regioni in crisi

Per Galli ad essere entrato in crisi è anche il sistema della colorazione delle Regioni, che a suo modo di vedere presenta il grande svantggio di non poter seguire in maniera abbastanza rapida i cambiamenti del quadro generale

"I meccanismi con cui cambiano i colori delle Regioni - osserva - non seguono tempi, diciamo, fulminei. Purtroppo i casi di oggi sono i casi di oggi e influiranno troppo tardi sulle nuove misure determinate dai colori. Quando sei con un Rt attorno a 1, un po' di più o un po' di meno, non sei in sicurezza. La dico in un altro modo: a fare l'agenda è ancora il virus, invece noi speravamo di dettarla noi. Il virus decide per noi".

Servono più chiusure

Se dunque per tutti gli esperti virologi, tra cui lo stesso Galli, pare abbastanza scontato un "incremento dei nuovi casi", la soluzione percorribile rimane sempre una e una sola, ovvero quella delle chiusure, oltre ovviamente ad un'accelerazione delle vaccinazioni, resa però difficoltosa dalla mancanza delle dosi:

"Servono chiusure per 3-4 settimane, certo, ma serve anche mostrare alla gente che si sta vaccinando velocemente. Il fatto che oggi manchino le dosi è un problema. Bisogna anche puntare sulla produzione in Italia dei vaccini su licenza, perché è prevedibile che la campagna di immunizzazione andrà ripetuta per diversi anni. Ed è anche giusto che tutti i Paesi del mondo ricevano i vaccini: è nel nostro interesse se vogliamo sconfiggere il virus".

 

 

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