03:05 13 Maggio 2021
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L'attività parossistica del cratere sud-est si è progressivamente intensificata a partire dalle 20 di sabato sera, con emissioni di materiale piroclastico e un trabocco lavico riversato nella Valle del Bove.

Prosegue incessantemente l'attività parossistica dell'Etna, che nella notte tra sabato e domenica ha offerto un meraviglioso spettacolo di fuoco al chiarore della luna. Fontane di lava sopra i 1.000 metri si sono innalzate dal cratere di Sud Est, il più giovane e attivo della struttura vulcanica, formando un trabocco lavico che si è riversato nella Valle del Bove. 

L'attività eruttiva

L'Osservatorio Etneo dell'INGV ha registrato un progressivo intensificarsi dell'attività vulcanica a partire dalle 20.18, in seguito ad un incremento pomeridiano del tremore vulcanico che annunciava l'imminente evento eruttivo.

L'attività è aumentata dopo le 23.30 con l'apertura di nuove bocche laviche nel cratere di Sud Est in direzione della "bocca della sella", producendo fontane di lava ed attività stromboliana. Il picco è stato raggiunto alle 00.28 con getti di lava alti 800-1000 m sopra il Cratere di Sud-Est.

Poco dopo ha avuto inizio un trabocco lavico dalla "bocca della sella" alimentando un flusso lavico diretto verso sud-ovest.
Una colonna eruttiva si è alzata diversi chilometri sopra la cima dell'Etna. 

A partire dalle 00.50 l'ampiezza media del tremore vulcanico ha iniziato a diminuire rapidamente, così come l'attività eruttiva cessata completamente intorno alle 01:20. I fronti lavici hanno continuato ad avanzare lungo la Valle del Bove, attestandosi a circa 3.5-4 km di distanza dalla bocca e ad una quota compresa fra 1700 e 1800 m. Il flusso lavico diretto verso sud-ovest ha percorso solo poche centinaia di metri.

L'eruzione di stanotte al chiaro di luna è stata visibile non solo dai centri etnei ma anche dallo stretto di Messina. 

Un pericolo per i centri abitati?

L'intensa attività dell'Etna di questi giorni ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti dei paesi pedemontani, per la violenza dei parossismi e la rapidità dei fiumi di lava. Il vulcanologo dell'INVG Boris Behnke ha rassicurato sulla possibilità che le colate possano lambire i centri abitati, costituendo un pericolo per la popolazione locale. 

"L'Etna sta facendo le sue consuete cose, qualche volta un po' più intensamente, però con questa attività in corso NON C'E' PERICOLO", ha scritto il vulcanologo in un post di Facebook. 

Anche la ricaduta di materiale piroclastico sarà estremamente limitata per l'assenza di vento e la colata lavica principale si è fermata lontano dalle zone popolate. 

La recente attività dell'Etna

L'attività parossistica dell'Etna ha ripreso vigore lo scorso martedì pomeriggio, con una breve ma intensa eruzione dal cratere di Sud Est che ha determinato il parziale collasso della bocca, con una muraglia di fontane di lava che si innalzavano verso il cielo per parecchie centinaia di metri e un trabocco lavico che si è riversato rapidamente nella valle del Bove. Da martedì ci sono stati altri due episodi parossistici. 

Il vulcano ha ripreso quasi costantemente la sua attività eruttiva da fine dicembre 2020. 

Tags:
Catania, Sicilia, Etna
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