15:18 01 Marzo 2021
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In occasione dei suoi 90 anni l’alto prelato ha parlato di politica, di pandemia, di morte e di amore.

Un Camillo Ruini a tutto tondo quello che emerge dalle interviste rilasciate dal cardinale in occasione dei suoi 90 anni. L’alto prelato ha parlato del suo apprezzamento per il leader della Lega Matteo Salvini, della sintonia con Silvio Berlusconi, della pandemia, della Seconda Guerra Mondiale e di Mussolini, e anche dell’attrazione per il sesso femminile.

Nella chiacchierata trasmessa alla Rai per la trasmissione “Oggi è un altro giorno” Ruini ha dichiarato a Serena Bortone di apprezzare da tempo Salvini. L'ex capo della Cei ha confermato la stima per il leader della Lega già espressa nel 2019 in un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo. 

"Giudico positivamente Salvini, specialmente ora. Le posizioni che ha preso in questo passaggio mi sono sembrate molto mature e forti: ha subìto molte provocazioni ma è andato avanti per la sua strada", ha detto facendo riferimento alle richieste di adattamento nel governo Draghi.

Due anni fa il cardinale aveva detto di Salvini che ha “notevoli prospettive davanti a sé, però deve maturare”.

E in quell’occasione aveva commentato la decisione del leader della Lega di mostrare il rosario: “Un modo per affermare il ruolo della fede. Vedo un declino dell'autorevolezza della Chiesa. E il cattolicesimo politico di sinistra ha sempre meno rilevanza".

Ruini e la politica

Oltre a parlare di Salvini sugli schermi della Rai, in un’intervista al Corriere della Sera, Ruini ha parlato anche di altri personaggi della politica italiana.

“Non ho sostenuto Berlusconi o qualche altro politico come tale. Ho cercato di realizzare alcune cose; e in questo mi sono trovato non di rado in sintonia con Berlusconi”, ha detto.

E poi parlando dell’ex premier Romano Prodidi cui celebrò le nozze con la moglie Flavia Franzoni, ha affermato: “Oggi i nostri rapporti sono scarsi ma buoni. Da giovane sacerdote a Reggio Emilia sono stato molto legato a lui e alla sua famiglia di origine”.

L’ex numero uno della Cei ha aggiunto che “le nostre strade si sono diversificate molto prima del referendum sulla procreazione assistita, quando la crisi della Dc diventò irreversibile e Romano si collocò a sinistra, diventando rapidamente il leader di quello schieramento. Che sosteneva posizioni etiche e antropologiche che non potevo condividere”.

La morte e la pandemia

Ruini ha poi parlato del suo rapporto con la morte e specificamente in questo periodo di crisi sanitaria.

Nell’intervista alla Rai ha detto: "Una paura specifica di morire per il Covid non l’ho avuta. Alla morte penso ogni giorno e prego ogni giorno. La morte mi fa paura e mi fa soprattutto paura il giudizio di Dio: prego il Signore che mi usi misericordia". 

Gli amori

Da giovane, l’ormai novantenne cardinale, si è innamorato. Lo ha ammesso parlando al quotidiano milanese.

"Fidanzato mai. Sono stato attratto fortemente da alcune donne, ma ho sempre cercato di resistere e, pur soffrendo, ci sono riuscito, con l’aiuto decisivo del Signore".

Il cardinale ha sottolineato che questa attrazione è avvenuta anche dopo essere diventato sacerdote: “L’attrazione per le donne è inestirpabile nell’uomo e di per sé non è affatto un peccato".

La dittatura

Nei ricordi raccontati al Corsera anche quelli della Seconda Guerra Mondiale.

“Mussolini e il fascismo non mi piacevano; specialmente da quando l’Italia entrò in guerra. Dicevo ai miei compagni di scuola che l’avremmo perduta, e per questo un dirigente fascista di Sassuolo si lamentò con mio padre Francesco, che era favorevole al regime”.

Il padre lo avvertì benevolmente: “Mi raccomandò di essere più prudente, ma non mi rimproverò. Aveva anche lui i suoi dubbi, aiutò gli ebrei che conosceva a mettersi in salvo dalle leggi razziali”.

Tags:
Coronavirus, Chiesa Cattolica, Matteo Salvini
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