16:13 07 Marzo 2021
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Si tratta del 7% del totale dell’appalto che ammonta a 202 milioni di euro. Conclusa la procedura di accordo bonario con i costruttori.

Il nuovo ponte di Genova, che sostituirà il Morandi, costerà il 7% in più rispetto al previsto. L’aumento, che è pari a 14,7 milioni, è stato causato dai ritardi legati alla pandemia di coronavirus. Intanto è stato già trovato l’accordo bonario in corso d’opera tra la struttura commissariale e la ditta di costruzione per i costi extra.

Il ponte aveva una stima iniziale di costo pari a 202 milioni di euro. L’aumento era stato in parte già annunciato dal sindaco di Genova Marco Bucci, che è anche commissario alla ricostruzione.

Bucci aveva annunciato il dato quando dall’opposizione in consiglio a Genova era stato denunciato un presunto incremento dei costi del 49%. Bucci aveva controbattuto che gli extra-costi sarebbero stati "inferiori al 9%, come avviene per la gran parte degli appalti". 

La procedura

In base al contratto, le parti hanno raggiunto un accordo dopo una procedura elaborata su proposta di una commissione indipendente che ha esaminato, sotto il profilo giuridico e tecnico, le lavorazioni potenzialmente idonee a determinare un aumento dei costi, oggetto di riserva.

L'accordo evita il contenzioso tra struttura commissariale e costruttori e consente al responsabile unico del procedimento di approvare un nuovo quadro economico con un aumento dei costi di 14.728.509,03 euro, pari a circa il 7% del valore complessivo dell'opera.

”La principale motivazione degli extracosti - si legge in una nota della struttura commissariale - è determinata dall'impatto del Covid 19 sull'andamento del cantiere e da alcuni lavori connessi a rinvenimenti imprevisti”.
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