18:32 07 Maggio 2021
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Dopo Ricciardi, anche il microbiologo prende in considerazioni l'ipotesi di un nuovo lockdown totale per contenere il diffondersi delle nuove varianti del Covid.

Intervenendo alla trasmissione radiofonica 'Un giorno da pecora', Andrea Crisanti ha espresso preoccupazione per la circolazione delle varianti del Covid, in particolare per quella inglese, che "ha una capacità di trasmissibilità elevatissima: in Inghilterra sono passati da 10 mila a 60 mila in tre settimane".

"Se mi aspetto un aumento notevole dei contagiati viste queste premesse? Si, nelle prossime due o tre settimane, a meno che non si adottino misure di contenimento", ha detto.

Per il microbiologo infatti il sistema dei colori è insufficiente, poiché  "se rimangono le zone gialle e si fanno addirittura bianche e riapriamo tutto potremo tranquillamente arrivare a 30/40 mila casi entro metà marzo".

Come Ricciardi, quindi, anche lui torna a prendere in considerazione l'ipotesi di un lockdown totale.

"Le zone rosse possono funzionare ma se abbiamo dei focolai con variante brasiliana e sudafricana questo tipo di zona non può bastare: bisogna chiudere. Servono misure draconiane, perché se si diffondono queste varianti abbiamo eliminato l'arma che abbiamo, il vaccino", ha dichiarato.

Crisanti per adesso propone "una doppia strategia, di medio contenimento con zone arancioni e zone rosse, le quali potrebbero andare bene in determinate situazioni, ma non dove circolano le varianti", come in Umbria e in Abruzzo, dove "bisogna fare un lockdown chirurgico".

"Bisogna mettersi una cosa in testa: finché non controlliamo il virus, la realtà è questa e bisogna mettersi l'anima in pace. Se avessimo fatto il lockdown a dicembre e poi ora il controllo delle varianti, probabilmente oggi avremmo gli impianti sciistici aperti", ha concluso.
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