06:55 16 Maggio 2021
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L'olio di oliva extravergine italiano diminuisce in termini di produzione e la Grecia ci supera conquistando il secondo posto. Serve un cambio di passo per Italia Olivicola.

L’Italia patria dell’olio extravergine d’oliva, alimento fondante della Dieta Mediterranea, viene spodestata per la seconda volta e dal secondo posto scivola al terzo superata anche dalla Grecia.

Secondo i dati dell’Unione Europea la Grecia chiuderà la raccolta 2020/2021 con un totale di 265 mila tonnellate di olio prodotti, contro le 250 mila tonnellate dell’Italia.

Di chi è la colpa? Del netto calo produttivo in regioni cardine quali la Puglia, la Calabria e la Sicilia.

Il cambiamento climatico e la Xylella negli anni ha azzerato gli oliveti pugliesi causando una perdita di raccolto in termini di olive drammatico. In quei territori sono molti gli agricoltori che hanno convertito i loro terreni nella produzione di altri prodotti agricoli, abbandonando l’olio italiano a un destino diverso.

Innovazione

Per Italia Olivicola, una sigla che rappresenta il settore dell’ovicultura italiana, la parola chiave che può sbloccare la situazione è “innovazione”.

Lo dice in un comunicato stampa il presidente di Italia Olivicola, Fabrizio Pini: “I dati sulla produzione testimoniano come sia arrivato il momento di rinnovare l’olivicoltura nazionale, che deve aprirsi a modelli innovativi e sostenibili in grado di garantire un futuro sereno”.

Da qui l’appello al neoministro all’Agricoltura Patuanelli affinché aiuti il settore nello stendere “un piano strategico olivicolo nazionale utile a recuperare il gap con gli altri Paesi e indicare quale strada dovremo percorrere per aumentare la produzione, conservare la qualità e mantenere la competitività”.

Anche perché gli italiani hanno premiato l’olio di oliva extravergine nel 2020 con un aumento del consumo del 6%, così come sono aumentate del +3,35 le esportazioni di olio italiano, mentre sono diminuite del 9,2% le importazioni di olio straniero, ma certo sono i dati del 2020 e quindi risentono della forte influenza delle condizioni create dalla pandemia.

“In un’annata così difficile, condividendo il richiamo di altre organizzazioni come Assitol, riteniamo sia doveroso valorizzare i produttori che lavorano per la qualità e le aziende che puntano sul vero olio extravergine d’oliva italiano – continua Pini. Per questo motivo è necessario che tutti remino dalla stessa parte, dalla politica alla grande distribuzione, per rilanciare uno dei prodotti più importanti del Made in Italy”.

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Agricoltura in crisi, Agricoltura
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