23:41 25 Febbraio 2021
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Il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale condanna l’attacco missilistico avvenuto lunedì 15 febbraio contro l’aeroporto della città irachena di Erbil nelle vicinanze della postazione delle truppe internazionali della coalizione impegnata contro lo Stato Islamico.

In un comunicato apparso sul sito ufficiale, la Farnesina, il Ministero degli Esteri italiano, ha condannato l’attacco missilistico avvenuto la sera del 15 febbraio, all’aeroporto di Erbil in cui ha perso la vita un ‘contractor’ straniero e altre 6 persone sono rimaste ferite, tra cui un soldato statunitense.

“L’Italia condanna i lanci di razzi contro una postazione della Coalizione Internazionale per il contrasto a Daesh ad Erbil (Kurdistan iracheno), che hanno causato la morte di un dipendente della base ed il ferimento di numerosi militari e civili. Esprimiamo solidarietà alla famiglia della vittima e auspichiamo la pronta guarigione di chi è rimasto coinvolto nell’attacco. L’Italia conferma il suo impegno, al fianco del Governo iracheno e delle Autorità regionali del Kurdistan, nella lotta al terrorismo e all’estremismo violento e nell’impegno per restituire sicurezza e stabilità all’Iraq e all’intera regione”, si legge nel comunicato.

Almeno tre missili da 107 mm sono stati lanciati la sera del 15 febbraio, intorno alle 21.30 ora locale, contro l’aeroporto della città irachena di Erbil. Uno di questi è precipitato nelle vicinanze della postazione delle truppe internazionali della coalizione impegnata nella lotta allo Stato Islamico, mentre gli altri sono caduti in prossimità di aree residenziali.

Secondo il New York Times l’episodio sarebbe da mettere in relazione all’aumento delle tensioni tra Washinton e Teheran dopo l’attacco con droni ordinato dalla Casa Bianca per uccidere il generale iraniano Qassim Soleimani il 3 gennaio 2020.

A seguito di quell’attacco il Governo iraniano aveva risposto con attacchi missilistici contro le forze statunitensi nella base aerea di Ain al Assad nella provincia irachena di Anbar, ferendo oltre 100 soldati. Tali supposizioni partono dall’assunto che prima di allora Erbil era definita una città solitamente ‘pacifica’.

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