16:34 07 Marzo 2021
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La variante inglese diventerà quella prevalente anche in Italia entro il mese di marzo, lo conferma l'epidemiologo Alessandro Vespignani. L'Iss lo aveva detto ieri nel monitoraggio.

Per l'epidemiologo Alessandro Vespignani, intervistato dal quotidiano La Repubblica, "alla fine di febbraio la variante inglese avrà raggiunto il 50% in Italia, cioè sarà presente in un nuovo contagiato su due e nel mese di marzo arriverà a essere prevalente, grazie alla maggiore capacità di infettare. Sars-Cov-2 e la variante inglese diventeranno tutt'uno. Per i ceppi del passato ci sarà sempre meno spazio".

Sostanzialmente la posizione dell’epidemiologo Vespignani conferma quanto pubblicato ieri dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nel suo primo monitoraggio nazionale effettuato sulla variante inglese e la relativa presenza e diffusione sul territorio nazionale.

La ricerca ha evidenziato che alla data del 3-4 febbraio 2021 la presenza della variante VOC 202012/0 è presente nel 17% dei casi Covid-19 positivi sul territorio nazionale.

Pertanto “considerata la maggior trasmissibilità della variante studiata, e considerato l’andamento in altri paesi interessati precocemente dalla diffusione della VOC 202012/0, è prevedibile che questa nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo”, ha scritto ieri nel monitoraggio dedicato alla variante inglese l’Iss.

Lockdown nazionale sì o no? La polemica

Da circa due giorni il dibattito pubblico nazionale si è concentrato sulla necessità di un lockdown nazionale per anticipare la diffusione delle nuove varianti. A scatenare la polemica le parole del professore Walter Ricciardi, igienista e consulente personale del ministro della Salute Roberto Speranza, il quale ha chiesto a gran voce un lockdown nazionale preventivo.

Ricciardi è stato poi sostenuto dal professore Andrea Crisanti.

Andrea Crisanti
© Foto : @EnableNetworkEU
Andrea Crisanti
Tuttavia il direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive Francesco Vaia, intervistato dal Tg1, ha affermato che un lockdown nazionale non è necessario. Ciò che è necessario è vaccinare il prima possibile le categorie più deboli della popolazione e continuare a monitorare le varianti.

Vaia ha ricordato che anche a settembre eravamo alle prese con una variante, quella spagnola portata dai giovani. Allora si chiese ai giovani di essere accorti per evitare la trasmissione della variante spagnola ai più deboli della società, ha spiegato Vaia.

Quindi, conclude Vaia al Tg1, niente allarmismo ma continuare a vaccinare, applicare le norme esistenti e non creare panico nella popolazione ha aggiunto.

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