18:10 07 Marzo 2021
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È una delle opzioni in campo per limitare l'utilizzo di queste piattaforme da parte dei giovanissimi. Secondo un sondaggio oggi, nonostante le rassicurazioni della società cinese, TikTok è utilizzato dal 64 per cento dei ragazzi italiani di età compresa fra 11 e 14 anni.

Dopo il caso della bambina di dieci anni morta a Palermo per partecipare ad una sfida estrema su TikTok, il social network cinese più usato dai giovanissimi, ad inizio febbraio aveva assicurato al Garante per la privacy che avrebbe adottato misure per bloccare l’accesso degli utenti sotto i 13 anni.

La strategia, oltre al divieto di iscrizione, prevede l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per scovare e chiudere i profili utilizzati da bambini e una campagna informativa lanciata sulla stessa app.

L'ipotesi della class action dei genitori

Ma per qualcuno non sarebbe abbastanza. E secondo quanto scrive Italia Oggi, tra le opzioni in campo ci sarebbe anche quella di una class action contro il social network, per chiedere un risarcimento dei danni causati ai ragazzi per le ore passate davanti allo schermo.

Il principio su cui si baserebbe l’azione legale è molto semplice. Per iscriversi a qualsiasi app o social network online, è necessario sottoscrivere quello che è, a tutti gli effetti, un vero e proprio contratto in cui la società si impegna a fornire una serie di servizi e l’utente accetta di cedere agli sviluppatori i propri dati personali che serviranno per veicolare messaggi pubblicitari.

Ma, nota lo stesso quotidiano, secondo la legge italiana per sottoscrivere un contratto bisogna essere maggiorenni. Se ad accettare le condizioni è una persona con meno di 18 anni, il contratto non è valido e di conseguenza è impugnabile, come conferma anche una recente sentenza del Tar del Lazio.

Del resto, come può un ragazzino di 13 anni essere consapevole delle conseguenze dei danni per la violazione della privacy? Per disciplinare questa fattispecie l'Europa ha approvato una nuova direttiva, la 1828 del 2020, che l'Italia dovrebbe recepire dal 2023.

"Vietare l'iscrizione ai minori di 16 anni"

Nelle scorse settimane anche il Codacons aveva presentato istanza al Garante per la privacy perché riteneva “del tutto insufficienti gli impegni assunti dall'azienda cinese”.

La richiesta dell’associazione dei consumatori è chiara: l’età minima per l’iscrizione a tutti i social network deve essere innalzata a 16 anni, come prevede il nuovo regolamento europeo che vieta “l’offerta diretta di servizi digitali ai minori di 16 anni, a meno che non sia raccolto il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci”.

TikTok il social più usato nella fascia 11-14 anni

I numeri raccolti dall’Istituto Piepoli per il Moige, il Movimento italiano genitori, per la realizzazione di un’indagine sui “pericoli del web nella cittadinanza digitale dei ragazzi”, però, fotografano una realtà molto diversa.

Ad utilizzare TikTok, secondo il sondaggio sarebbe il 64 per cento dei minori italiani di età compresa tra 11 e 14 anni. Il 60 per cento di loro ha dimestichezza anche con Instagram. Non solo. A dichiarare di usare il social cinese, secondo la stessa analisi, è anche il 17 per cento dei bambini di età compresa tra 6 e 10 anni.

Per questo sempre più genitori di figli minorenni potrebbero valutare l'idea di intentare una class action contro gli sviluppatori dei principali social network utilizzati dagli under 16, per chiedere “il ristoro dei danni materiali e immateriali, subiti dai minori”.

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