02:59 28 Febbraio 2021
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I Nas dei Carabinieri pongono un argine alla massa di medicinali illegali provenienti dall'estero che in questi mesi stanno invadendo il mercato nero italiano. Spesso sono spacciati per curativi della Covid-19.

Sono decine di migliaia i farmaci presunti anti Covid-19 sequestrati dal Nucleo antisofisticazione (Nas) dei Carabinieri in queste ultime settimane e giorni.

I medicinali, hanno appurato gli investigatori, venivano venduti sottobanco all’interno di negozi come erboristerie etniche o esercizi commerciali di vicinato. La destinazione prevalente era la comunità straniera presente in Italia.

I Carabinieri hanno provveduto all’inibizione all’accesso a 11 siti web sul territorio nazionale che effettuavano la vendita online di medicinali spacciati per curativi nei confronti della Covid-19, ma che in realtà erano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione alla vendita in Italia.

L’oscuramento dei siti web esteri si è reso necessario per la tutela della salute pubblica degli acquirenti, spesso ignari del fatto che stanno comprando medicinali in realtà pericolosi e non curativi.

Alcuni dei medicinali ritrovati in rete richiedevano una vendita dietro presentazione di richiesta medica o vendibili solo in farmacie abilitate. Altri principi attivi presentavano ulteriori restrizioni d’uso e specifiche indicazioni d’impiego il relazione all’infezione da Sars-CoV-2.

All’Aeroporto di Fiumicino, Nas, e Agenzia delle dogane hanno sequestrato 23.500 capsule di medicinali provenienti dal continente africano. Il valore dei medicinali sequestrati è stato quantificato in 80 mila euro.

Si tratta di un secondo sequestro dopo quello avvenuto le scorse settimane che aveva portato alla scoperta di 6.840 capsule e 66 confezioni di flaconi nella valigia di un cittadino africano.

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farmaci, Coronavirus
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