12:32 02 Marzo 2021
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La fondazione lancia l'allarme anche su una ripresa della curva dei contagi, dopo il rallentamento dovuto al lockdown natalizio.

Il monitoraggio effettuato nella settimana tra il 27 gennaio e il 2 febbraio preoccupa i ricercatori della fondazione Gimbe, che rilevano il rischio di una ripresa dei contagi in concomitanza con il rallentamento della campagna vaccinale, dovuto al taglio delle forniture. 

"Esauriti gli effetti del decreto Natale si arresta la discesa dei nuovi casi settimanali, sostanzialmente stabili guardando al dato nazionale, mentre in diverse Regioni s'intravedono i primi segnali di inversione di tendenza", commenta il presidente della fondazione, Nino Cartabellotta.

Al 4 febbraio sono solo 867.237 le persone immunizzate con la doppia dose di vaccino, pari a l'1,36% della popolazione e 2.233.982 le iniezioni somministrate su un totale di 2.390.985 dosi ricevute. La corsa al vaccino dell'Italia è frenata dai tagli delle dosi consegnate, continuamente visti al ribasso.

Dopo un inizio che ha portato l'Italia ad essere tra i primi Paesi al mondo per somministrazione, adesso il piano di vaccinazione nazionale è costretto a stare dietro ai ritmi delle società farmaceutiche che vedono continuamente al ribasso il numero delle dosi da consegnare. 

Il taglio delle dosi ha costretto a razionalizzare le somministrazioni, dando priorità a quanti devono ricevere la seconda dose. Negli ultimi dodici giorni, mette in rilievo Gimbe, sono state somministrate quasi esclusivamente i richiami. 

Nel primo trimestre 2021 si attendono  7,56 milioni di dosi Pfizer-BioNTech, 1,32 milioni di dosi Moderna e 5,3 milioni di dosi AstraZeneca, per un totale, considerando anche le dosi consegnate a dicembre di 14,7 milioni di dosi disponibili che permetterebbero di vaccinare entro marzo circa il 12% della popolazione. 

Dalla fondazione Gimbe avvisano che le forniture, in conseguenza dei ritardi, si concentreranno nel mese di marzo e senza un imponente potenziamento della macchina organizzativa sarà impossibile somministrare tutte le dosi prima della fine di aprile.

"Nel bel mezzo della crisi di Governo stiamo attraversando una delle fasi più critiche della pandemia: da un lato l’inevitabile rallentamento della campagna vaccinale, segnata da continue revisioni al ribasso delle forniture, dall’altro i primi segnali di aumento di circolazione del virus, indubbiamente sottostimata. Ma soprattutto incombe la minaccia delle nuove varianti, già sbarcate in Italia, che rischiano di far impennare la curva dei contagi. Nel frattempo, in un’Italia quasi tutta gialla ci si continua ad appellare, in maniera paternalistica, al buon senso dei cittadini che in realtà non fanno solo che adeguarsi a quanto permesso", conclude infine Cartabellotta.

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Coronavirus, vaccino, Italia
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