03:00 05 Marzo 2021
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Il premier incaricato Mario Draghi ha auspicato che dal confronto con i partiti e i gruppi parlamentari “emerga unità” per “dare una risposta responsabile e positiva all'appello del presidente della Repubblica", ma a poche ore dall’avvio delle consultazioni è ancora rebus sulla maggioranza che dovrebbe sostenere il suo governo.

Immediato è stato il sostegno a Draghi di Italia Viva di Matteo Renzi, responsabile della crisi di governo. "Molti finalmente capiscono perché abbiamo fatto la crisi. Nonostante tutto, sì, ne valeva la pena. Se dobbiamo spendere 200 miliardi di euro preferisco li spenda Draghi che Conte”, ha detto oggi l'ex premier in un’intervista a Repubblica. Italia Viva quindi voterà la fiducia a Draghi e Renzi si è detto certo che la legislatura durerà fino al 2023.

Più spinosa è invece la questione per il Partito democratico, che ieri ha tenuto una riunione congiunta con il Movimento 5 Stelle e Leu. Se il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ha assicurato sostegno al premier incaricato, perché con lui "si apre una fase nuova che può portare il Paese fuori dall'incertezza creata da una crisi irresponsabile e assurda", il partito punta a tener dentro anche il M5S, per evitare di trovarsi insieme a Renzi e magari al centrodestra a sostenere l’ex presidente della Bce. Al termine del vertice, i tre partiti hanno reso noto di voler portare avanti “il percorso comune intrapreso in questo anno e mezzo di governo”, tenendo però conto delle “rispettive posizioni” riguardo all’attuale fase politica.

M5S: "Serve governo politico"

Il M5S ha infatti espresso totale contrarietà a un governo tecnico, rivendicando la propria forza in parlamento. “Le regole della democrazia sono molto chiare. La volontà popolare è rappresentata dalle forze presenti in Parlamento il cui mandato, ricevuto dagli elettori, non è stato quello di un governo tecnico ma, lo ribadisco, è stato quello di proporre un governo politico al Paese che rispondesse alle esigenze degli italiani. Nel 2018 il M5S ha preso il 33% dei voti, in Parlamento siamo la forza politica più grande e come abbiamo già dimostrato, siamo determinanti. Ora dobbiamo mostrarci compatti, serve unità. Nessuno provi a dividerci”, ha sottolineato l’ex capo politico Luigi Di Maio su Facebook.

Un governo politico in cui siedano ministri di diretta emanazione dei partiti, come ha suggerito oggi il capogruppo Pd in Senato, Andrea Marcucci, in un'intervista a Quotidiano Nazionale, ricordando il governo Ciampi del 1993: “Quello fu un governo presieduto da una personalità notevole come il futuro capo dello Stato, ma con ministri e sottosegretari espressione di partiti. Inutile che le ricordi che Ciampi e Draghi nei loro percorsi di carriera hanno tratti molto simili. Spero che Draghi segua quel modello".

Esplicito sull’esclusione della “destra nazionale” dal nuovo governo il segretario di Sinistra italiana e deputato di LeU, Nicola Fratoianni: “Considero impraticabile sommare i nostri voti a quelli della destra nazionalista di Salvini e Meloni”, ha detto a Repubblica. E sul sostegno a Draghi ha precisato: “Quello che conta è l’agenda politica”.

Lega: no a Draghi se arriva al 2023

Nel centrodestra, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha detto oggi in un colloquio con La Stampa ha sottolineato che  “se Draghi dirà che si andrà a votare tra due anni è chiaro che noi non potremo votare lui”.

Il leader leghista ha quindi precisato di non aver “alcun pregiudizio su Draghi” e di voler “vedere che idee ha, che squadra per realizzarle e in che tempi”. Anche per Salvini “ci vuole un governo politico, basta con i tecnici”.

Brunetta (Fi): "Tutto il centrodestra ascolti Draghi" 

"E' il momento di presentarsi uniti e di ascoltare quello che Draghi ci dirà": questo l'appello lanciato oggi dalle colonne del Corriere della Sera dal deputato di Forza Italia, Renato Brunetta. Il responsabile economico di Fi ricorda quindi che "il mio partito, solo pochi giorni fa con Silvio Berlusconi, ha chiesto un governo di unità nazionale con le migliori risorse del Paese. Le parole di Mattarella e la scelta di Draghi vanno proprio in questa direzione. Non possiamo chiamarci fuori". 

Fratelli d'Italia: "Astensione"​

La leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, ha proposto agli alleati del centrodestra di rimanere uniti sull’astensione: “Sarò chiara. Non c'è alcuna possibilità di una partecipazione o anche di un sostegno da parte di Fratelli d'Italia al Governo Draghi. Gli italiani hanno il diritto di votare. Continuiamo a lavorare per tenere il Centrodestra unito e portare gli italiani alle elezioni”, ha scritto su Facebook.

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