00:57 06 Marzo 2021
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Attenzione in montagna, è quanto chiede il Soccorso alpino (Cnsas) a chi si avvicina per la prima volta all'ambiente montano e non ne conosce le insidie: non è come un picnic in un prato.

Nel mese di gennaio 2021 i morti in incidenti sulle montagne italiane sono stati 29, uno meno del 2020 ma il dato non è positivo perché gli interventi sono stati soltanto 500 contro i 1500 dello scorso anno.

L’impressione, riferisce a RaiNews il portavoce del Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) Walter Milan, è che sia aumentato il numero di improvvisati che salgono in montagna senza avere esperienza.

“L'impressione è che molte persone, complice il lockdown, si siano avvicinate alla montagna per la prima volta non comprendendo fino in fondo i pericoli che essa comporta”, dice Milan del Cnsas.

Le insidie in montagna sono tante e d’inverno, complice la neve, si moltiplicano, perché il manto nevoso può coprire un vuoto, si può scivolare in un dirupo, ci sono le valanghe. Insomma ci si può inavvertitamente mettere in una situazione gravemente pericolosa.

Il Soccorso Alpino chiede a chi non è esperto di montagna di informarsi, di chiedere consigli ad associazioni realmente qualificate a cui chiedere informazioni (tra queste il Club Alpino italiano di cui il Cnsas fa parte).

In montagna è bene farsi accompagnare da una guida alpina esperta e portare con sé strumenti che consentano di essere rintracciati come l’apparecchio di ricerca in valanga (ARTVA).

Il video appello del Cnsas

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