16:08 07 Marzo 2021
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L’ex comandante dei carabinieri, Tullio Del Sette, era accusato di rivelazione del segreto di ufficio e favoreggiamento. I giudici gli hanno riconosciuto le attenuanti generiche.

Condannato a 10 mesi con pena sospesa il generale Tullio Del Sette, ex comandante dei carabinieri, nell'ambito della maxinchiesta sul caso Consip.

La sentenza è giunta dall’ottava sezione collegiale del tribunale di Roma e i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche.

Il generale, per il quale la Procura aveva richiesto una condanna a 1 anno e due mesi, era accusato di rivelazione del segreto di ufficio e favoreggiamento.

Secondo l’accusa nel 2016 Del Sette avrebbe reso nota a Luigi Ferrara, all’epoca presidente della Centrale acquisti della pubblica amministrazione, l’esistenza di un’inchiesta penale sul conto dell’imprenditore campano Alfredo Romeo.

Nel novembre del 2020 nel corso del processo Del Sette aveva affermato di “avere incontrato Luigi Ferrara (all’epoca dei fatti presidente di Consip) il 17 maggio del 2016. Al termine dell’incontro mi chiese un consiglio sull’opportunità di incontrare l’imprenditore Alfredo Romeo. Io gli chiesi se si trattasse dell’imprenditore napoletano coinvolto in inchieste, gli sconsigliai vivamente di farlo”.

Il generale aveva poi aggiunto di “non avere mai incontrato Romeo e non sapere se avesse in corso effettivamente attività investigative a suo carico. Sconoscevo di indagini in corso, ho detto quello che ho detto perché mi è stato chiesto un parere. Poi scoprii dalle carte dell’inchiesta che l’incontro tra Ferrara e Romeo nonostante il mio consiglio avvenne”.

Il caso Consip è esploso nel dicembre 2016 in seguito all'indagine dei pm di Napoli su un dirigente della Centrale acquisti della pubblica amministrazione, accusato in cambio di denaro di aver favorito le società riconducibili all’imprenditore Alfredo Romeo.

L’inchiesta si è successivamente allargata fino a coinvolgere i vertici della politica e delle istituzioni italiane, tra cui l’ex Ministro dello Sport Luca Lotti e i generali Saltalamacchia e Del Sette, il cui è stato fatto per la prima volta agli inquirenti da Luigi Marroni, all’epoca amministratore delegato di Consip.

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