13:06 14 Maggio 2021
Italia
URL abbreviato
1963
Seguici su

Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa dell'Unione Sovietica entrava nel campo di sterminio tedesco di Auschwitz Birkenau in Polonia e svelava al mondo gli orrori del nazifascismo.

La pandemia di Covid-19 non fermerà le celebrazioni del Giorno della Memoria, la giornata internazionale del ricordo del genocidio degli ebrei e degli orrori del nazifascimo. Quest'anno sarà Rimini la capitale italiana delle iniziative per commemorare le vittime delle persecuzioni, dei rastrellamenti, della pulizia etnica e dei crimini contro l'umanità compiuti dalle truppe della Germania nazista di Adolf Hitler.

Alle 11.00 il Quirinale terrà in diretta una cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che vedrà la partecipazione della Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la Presidente dell’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), Noemi Di Segni e Sami Modiano, sopravvissuto all’Olocausto. Annunciata la presenza del presidente dimissionario del Consiglio Giuseppe Conte. L'evento potrà essere seguito in diretta sui canali web del Quirinale e su Rai uno.

A sua volta l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) promuoverà iniziative di ricordo e sensibilizzazione nelle scuole di tutta Italia. Le celebrazioni avverranno per lo più in diretta streaming per via delle restrizioni anti-covid. 

L'appello dell'ANPI

Il Presidente nazionale ANPI Gianfranco Pagliarulo, in un comunicato diffuso lunedì 25 gennaio, invita alla memoria attiva, all'esercizio quotidiano dei valori di antifascismo e democrazia.

"L'ANPI auspica fortemente che questo giorno non si esaurisca in una pur necessaria celebrazione, in una banalizzazione di un evento mostruoso per l'umanità, bensì sia un momento di riflessione coinvolgente, la base di un messaggio di civiltà, antifascismo, e democrazia che proviene dal sangue dei campi di concentramento. La chiamiamo memoria attiva, perché il ricordo non ha senso se non si esercita la sua portata educativa nel presente. Ogni giorno, ogni incontro, ogni impegno, ogni battaglia. È un dovere, oltreché l'unico omaggio possibile, perché tangibile e duraturo, alle vittime della deportazione e ai combattenti per la libertà”, dichiara Pagliarulo.

La liberazione di Auschwitz

Durante la controffensiva sovietica in Polonia, che portò alla ritirata dell'esercito nazista e alla vittoria su Berlino il 9 maggio 1945, l'esercito dell'Armata Rossa guidata dal generale Georgy Konstantinovich Zhukov entrò nel campo di concentramento e sterminio e liberò i prigionieri. L'ingresso delle truppe sovietiche svelò per la prima volta al mondo gli orrori compiuti dalle forze nazifasciste, rivelando l'esistenza dei campi di morte in cui erano rinchiusi ebrei, rom, slavi, testimoni di Geova, comunisti e omosessuali, destinati ai lavori forzati o alla "liquidazione". 

Nei piani nazisti di supremazia razziale era infatti contemplata la soluzione finale, ovvero il genocidio del popolo ebraico. 

Cittadini di tutta l'Europa, non solo ebrei, patirono nei lager costruiti fra Germania e Poloni e deportati da tutti gli stati occupati dall'esercito nazista. La più celebre testimonianza dell'orrore di Awschwitz in Italia è stata resa dallo scrittore Primo Levi, deportato e detenuto nel campo per diversi anni sino alla liberazione dell'esercito dell'URSS, nel suo celebre romanzo "Se Questo è un Uomo".

Nei campi di sterminio morirono sei milioni di ebrei. I loro corpi finivano nelle fosse comuni oppure venivano bruciati nei forni crematori. Le vittime della II Guerra Mondiale furono complessivamente 52 milioni. A pagare il maggiore tributo di sangue furono i cittadini sovietici, che costituiscono circa la metà delle vittime totali, tra cui 8 milioni di soldati e 17 milioni di civili uccisi dai nazisti, dai loro alleati e dai collaborazionisti durante l'operazione Barbarossa. 

Tags:
Quirinale, Nazisti, ebrei, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook