09:11 16 Maggio 2021
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Dopo il Consiglio dei ministri, il premier si recherà dal presidente della Repubblica per dimettersi, con l'obiettivo di dare vita al Conte ter, ma teme la trappola. Al suo posto spunta infatti l’ipotesi Di Maio, anche se il ministro degli Esteri afferma: “E’ tutto un giochetto di Renzi”.

Dopo giornate di contatti e trattative alla ricerca dei “volenterosi”, il presidente del Consiglio ha deciso di dimettersi ed avviare così un percorso che nelle sue intenzione dovrebbe riportarlo a Palazzo Chigi, ma potrebbe anche chiudergli definitivamente le porte di un nuovo governo.

Stando al retroscena di oggi sulla Stampa, dopo le dimissioni tutto dipenderà dalle consultazioni e da due variabili che in queste ore sono diventate fondamentali: l’affidabilità del gruppo dei volenterosi, ribattezzati “centristi”, che hanno chiesto le dimissioni e l’avvio di una crisi formale per arrivare al Conte ter, ma soprattutto Matteo Renzi.

I "centristi" hanno assicurato la nascita di un gruppo, ma il premier non può essere certo del loro sostegno fino a quando non vedrà formarsi il gruppo che dovrà partecipare alle consultazioni con il Colle per entrare in maggioranza.

Renzi metterà il veto sul nome di Conte?

E poi il leader di Italia Viva, e il suo passaggio al Quirinale, che per Conte sarà il passaggio fondamentale per capire se metterà o meno il veto sul suo nome.

“Ora è il momento della verità. Con le consultazioni, al Quirinale, ci sarà finalmente un chiarimento, verrà fuori tutto, verrà fuori se davvero come dicono da Iv non ci sono problemi sui nomi”, ha confidato Conte.

La "trappola" di Renzi: Di Maio premier

Se Renzi dovesse mettere il veto, soffocando la nascita di un Conte ter, secondo le voci raccolte dal premier e riportate dalla Stampa, la mossa successiva del leader di Iv sarebbe quella di chiedere a Luigi Di Maio di prendere in mano il governo.

Mossa temuta dai vertici del Pd e del M5S, nella consapevolezza che se Conte fosse messo da parte, a un passo dalle elezioni verrebbero a cadere tutte le resistenze sul nome del ministro degli Esteri. Che fa sapere: “E’ una trappola orchestrata per colpirmi. Non sento Renzi da non so quanto tempo”. E su Twitter ha espresso pieno sostegno a Conte.

​Tuttavia, al di la delle dichiarazioni ufficiali, sottolinea oggi la Stampa, il M5S pensa sia più facile tornare a sedersi proprio con Renzi che contare sull’aiuto dei responsabili, anche perché Gianni Letta non ha convinto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a dare una mano e Mara Carfagna non ha dato disponibilità a portare parlamentari alla maggioranza. E per il M5S è comunque difficile immaginarsi seduti accanto al leader di Forza Italia. 

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