11:20 16 Maggio 2021
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Tra due giorni il CIO potrebbe sospendere il CONI per violazione della carta olimpica. Per l'Italia questo significherebbe andare ai Giochi di Tokyo senza inno, senza bandiera e senza possibilità di migliorare il medagliere.

Mercoledì 27 gennaio l'Executive Board del CIO (Comitato Olimpico) sarà chiamato a valutare la posizione dell'Italia in merito alla violazione della carta olimpica e potrebbe decidere di sospendere il Coni. Questo avrebbe come conseguenza una presenza dell'Italia alle olimpiadi di Tokyo del prossimo anno senza la possibilità di suonare l'inno nazionale, di sventolare il tricolore o di migliorare il medagliere.

La richiesta del CIO

"Quando il  24 giugno 2019 a Losanna, alla presenza del Capo del Governo Conte, all'Italia vennero assegnate le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 il nostro Paese ha sottoscritto la condizione fondamentale di aderire alla Carta Olimpica. A distanza di 25 mesi, e dopo ripetute richiese ufficiali da parte del CIO, per colpa della politica non è stato risolto nulla" ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò intervenuto in videoconferenza all'audizione presso le Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati.

Malagò: "Sportivamente la situazione è drammatica, il CONI non può essere subordinato al governo"

"Siamo in una situazione drammatica, sportivamente parlando, in quanto dall'entrata in vigore della legge di bilancio 2018 è mutata la questione riguardante il rapporto tra l'allora Coni Servizi e oggi Sport & Servizi col Coni. La carta olimpica vieta a qualsiasi comitato olimpico di operare per il tramite del governo. Il Coni non può essere subordinato ad un società governativa, deve essere libero di autodeterminarsi. Attualmente, invece, la società Sport e Salute é il braccio operativo del governo" ha affermato Malagò.

Quest'ultimo ha poi aggiunto che è ancora possibile evitare le conseguenze per l'Italia intervenendo prima del 27 gennaio con un provvedimento tampone del governo che fermi qualsiasi delibera del CIO.

Le reazioni della politica sui social

Numerose parti politiche si sono espresse in reazione alla possibilità per l'Italia di non partecipare con i propri colori alle prossime olimpiadi. Tra questi Carlo Calenda, che commenta la vicenda tramite un tweet attaccando il governo e domandandosi in quale altro paese possa succedere una cosa del genere.

​Anche il leader della Lega Matteo Salvini e il partito Fratelli d'Italia hanno reagito alla notizia, richiedendo l'autonomia per il CONI e le dimissioni del ministro dello sport Vincenzo Spadafora.

​​Il presidente del CONI aveva già lanciato un allarme sul rischio per l'Italia di presentarsi alle olimpiadi senza bandiera tricolore ed inno nazionale.

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