15:51 07 Marzo 2021
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Al termine del confronto avuto oggi con il governo, Confindustria ha reso noto di aver posto "questioni di metodo", prima di entrare nel merito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), definita “un’occasione storica e irripetibile per il Paese". Il premier Conte ha sottolineato che il piano "non è del governo ma del sistema-Italia".

Dopo l’incontro con i sindacati della scorsa settimana, il governo ha avuto un confronto con l’associazione degli industriali che ha esposto quelle che considera le criticità del piano, invitando quindi l'esecutivo a coinvolgere le parti sociali nella governance "ad oggi non ancora delineata".

"Non conforme alle linee guida dell'Ue"

Secondo quanto riferito in una nota, Confindustria ha innanzitutto rilevato “la mancata conformità con le linee guida indicate dalla Ue” chiedendo quindi al “governo di procedere ad un affinamento del Piano per comprenderne gli effettivi impatti sul Pil”.

Confindustria ha ricordato che le linee guida “aggiornate venerdì scorso a seguito della consultazione tra Commissione, Governi e Parlamento Europeo prescrivono, in maniera puntuale, che ogni riforma strutturale e linea di intervento delle sei missioni strutturali venga declinata secondo una stima precisa degli obiettivi quantitativi che si intende ottenere rispetto alle risorse impegnate”. 

Questo perché la Commissione “possa verificarne l’attuazione, sia nell’arco della durata del Piano che negli step intermedi, scongiurando così il rischio di revoca dei fondi o, peggio ancora, la restituzione”.

"Mancano le priorità"

"In assenza di un quadro di priorità, compatibilità e obiettivi - è la seconda osservazione di Confindustria - ogni valutazione rischia di ridursi ad una mera somma di richieste, in nome dei diversi interessi economici e sociali”.

Secondo Bonomi, "senza una stima chiara degli obiettivi sull’aumento dei tassi di occupazione - a partire da giovani e donne sulla diminuzione dei NEET, sull’aumento dei laureati, sulla diminuzione dei gap territoriali e di genere - non è possibile esprimere un parere sull’allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività.

Le politiche del lavoro

Sul fronte del lavoro, Confindustria ricorda di aver trasmesso "lo scorso luglio al governo una proposta dettagliata che coniuga, in un unico obiettivo, la riforma degli ammortizzatori sociali e quella delle politiche attive del lavoro, aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private. L’obiettivo della proposta è la valorizzazione del capitale umano e l’aumento dell’occupabilità, attraverso il potenziamento dell’assegno di ricollocazione e il contratto di espansione".

"La scelta che riscontriamo nel Piano invece, non solo sembra essere quella di basarsi ancora essenzialmente sui Centri Pubblici per l’Impiego, ma, soprattutto, non viene indicata la direzione che il Governo intende intraprendere sulla riforma degli ammortizzatori sociali".

Altro capitolo "essenziale" è quello delle Infrastrutture, su cui "prima di esprimersi sull'allocazione delle risorse, occorre chiarire il gap delle 35 misure attuative non ancora emanate e dei ripetuti interventi su tale materia fino al Decreto-legge Semplificazioni”. 

"Specie in questo ambito l’efficacia dell’assetto organizzativo e la profonda revisione delle procedure della pubblica amministrazione, al momento non declinate, risulta determinante”.

La governance

Infine, quarta osservarzione "trasversale" riguarda la governance, “ad oggi non ancora delineata”, che secondo Confindustria "dovrebbe prevedere modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti”.

Al termine del confronto, Bonomi “ha rinnovato la nostra piena disponibilità per rendere efficace e credibile il piano, nell’interesse del Paese”.

​Conte: "il piano non è del governo ma del sistema-Italia"

Da parte sua, Conte ha sottolineato che “questo non è un piano del governo ma del sistema-Italia, quindi deve essere ampiamente condiviso e costituire le basi per ricostruire e trasformare il Paese garantendo una robusta ripresa, una più efficace resilienza e la realizzazione delle riforme che valgano a superare le carenze strutturali del Paese e a migliorarne la competitività”.

“Dobbiamo affrontare questa sfida, tra le più importanti dal secondo dopoguerra, con spirito di intrapresa comune", ha aggiunto il capo del Governo.
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