15:37 07 Marzo 2021
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Pur criticando la mancanza di trasparenza, Giorgio Palù, presidente dell'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), apprezza il sistema di negoziazione centralizzata.

"La cosa che sorprende non è tanto la necessità di trasparenza per i cittadini che in queste cose entrano solo di riflesso, ma che i governi che si riconoscono nell'Unione Europea non siano a conoscenza dei contratti", ha detto il presidente dell'Aifa, Giorgio Palù, alla trasmissione 'Mezz'ora'.

La dichiarazione è stata fornita a commento delle parole dell'europarlamentare belga Marc Botenga, che ha denunciato la mancanza di trasparenza dei contratti sui vaccini stipulati dall'Unione con le case farmaceutiche.

Pur criticando la mancanza di trasparenza, Palù ha riconosciuto "la bontà di un approccio che vede una negoziazione centralizzata come quella europea, immaginiamo cosa succederebbe se ogni singolo Paese andasse a contrattare una fornitura per conto proprio: magari qualcuno avrebbe degli sconti qualcun altro no, quindi io ho trovato opportuno che sia l'Europa a trattare direttamente con le aziende. Poi c'è la questione dei prezzi, delle dosi...".

Per il presidente dell'Aifa, "sicuramente c'è un problema per un'azienda che investe milioni e milioni di dollari o di Euro negli studi clinici e in Ricerca e Sviluppo: vuol avere un ritorno sull'investimento nei tempi più rapidi possibili".

Pur mettendosi nei panni dell'interlocutore, il microbiologo afferma che il ritardo sulla consegna dei vaccini, che farà slittare di 4 settimane i tempi previsti per la vaccinazione degli over 80 e di 6-8 settimane per gli altri, "sicuramente disturba perché siamo nella fase di probabile maggiore espansione del virus, in inverno, e bisognava proteggere 4 milioni e 400 mila over '80 poiché è chiaro che se si ritardano le vaccinazioni questa popolazione è a maggior rischio ed è esposta".

Poi Palù è passato a parlare del possibile via libera al vaccino AstraZeneca. 

"L'Ema dovrebbe dare il parere sui vaccini prodotti da AstraZeneca entro il 29 gennaio, si pensa anche entro il 27 e non credo che questo abbia influito sulla produzione perché era già attivata" ha detto, non volendo entrare nel merito della questione perché l'Ema "ha sollevato dei problemi per l'interesse, la sicurezza e l'efficacia dei vaccini per una vaccinazione di massa per la popolazione. Mai come questa volta l'umanità aveva visto fornire nel giro di dieci mesi un vaccino, se perdessimo anche qualche settimana credo ci sia il tempo per recuperare". 

A proposito di approvazioni da parte dell'Ema, intanto il microbiologo ha aperto anche al vaccino russo Sputnik V.

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